E-commerce: i 10 passi da seguire

Non sono sicuramente sufficienti per realizzare un progetto e-commerce, ma sono passi sui quali riflettere prima di avventurarsi nella Rete, e da attuare per un efficace progetto di vendita online. E quasi nessuno può prescindere dagli altri.

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Parlare di e-commerce non è più difficile come lo era un decennio fa. In molti, anche piccoli imprenditori, sanno di cosa si tratta.

Strumenti come eBay hanno avvicinato negli anni la domanda e l’offerta, rendendo spesso il consumatore un venditore a sua volta. Il meccanismo della vendita online ha abbandonato le nebbie del mistero, almeno per i più.

Questo non significa tuttavia che le aziende siano pronte per affrontare un simile impegno. Sì perché, pur essendo passato un decennio, si cade ancora in luoghi comuni e aspettative esagerate rispetto all’investimento fatto.

Sempre più aziende vendono in Rete

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Vendere in Rete non è solo avere un sito con un catalogo e la possibilità di pagare online. Richiede un progetto aziendale a tutto tondo e un approccio integrato. Solo così l’e-commerce può divenire una grande opportunità certamente da cogliere.

Oggi poi, quasi tutti, grazie anche a tecnologie più raffinate e a una maggiore consuetudine da parte degli utenti, possono proporsi con un negozio sulla Rete. I settori più consolidati, come il turismo o i prodotti di intrattenimento (libri, musica, elettronica di consumo, ecc.), hanno mostrato un consenso crescente tra i consumatori.

È aumentata anche la sicurezza nei pagamenti e la capacità di chi acquista di scegliere dove farlo in base non solo al prezzo o alla vasta scelta, ma anche tenendo conto di garanzie, trasparenza e servizio clienti offerti. La normativa, poi, prosegue nell’impegno di stimolare il mercato e difendere il consumatore.

Nonostante la crescita registrata negli ultimi anni, però, ancora molte le aziende italiane – soprattutto le piccole e piccolissime – che non sono presenti online, spesso neppure con un sito vetrina. La Rete, invece, è un ottimo veicolo di un prodotto o servizio di valore e rappresenta anche un’interessante opportunità per vagliare e proporsi su mercati internazionali.


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I passi da fare per vendere online

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Vediamo insieme una breve guida con i 10 passi da seguire per aprire un proprio shop online.

Si tratta di un percorso assolutamente schematico e non esaustivo degli aspetti da considerare ma, adattata al mondo imprenditoriale italiano, può essere una base per capire se si è pronti per l’e-commerce o se è meglio rimandare ad un momento successivo: se essere assenti dalla Rete può essere uno svantaggio competitivo, fallire questo tipo di debutto può divenire decisamente più dannoso.

1. Non abbiate paura di essere troppo piccoli

eBay, Pixmania o Amazon effettuano milioni o miliardi di transazioni all’anno e possono contare su una presenza internazionale. Contano su un mercato di massa e su prodotti di brand noti.

Per tutti gli altri la strada è spesso più lunga e l’utente arriva dai motori di ricerca o dal passaparola. Questo non deve spaventare o scoraggiare. Basta non aspettarsi subito milioni di euro di fatturato dall’online: meglio raggiungere obiettivi più contenuti ma programmati e costruire il proprio e-commerce di successo nel tempo.

2. Create la squadra

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Per una PMI italiana questo è uno dei punti dolenti. Spesso la presenza online è gestita internamente da persone capaci nel proprio lavoro, ma magari poco qualificate per tale compito.  Occorre tendere a creare un team che includa:

  • uno sponsor di progetto (l’imprenditore stesso o qualcuno nel management sarebbe l’ideale);
  • un project manager (preferibilmente con esperienza di e-commerce);
  • un team di progetto (composto essenzialmente da project manager, IT manager, e da qualcuno del settore finanziario)
  • il cosiddetto steering committee (che comprende tutte quelle persone e quei ruoli che avranno un qualche impatto sul progetto).

3. Decidete che cosa volete vendere

Per un rivenditore già presente sulla rete fisica è scontato, così come lo è per chi produce o fornisce un servizio specifico.

Ma la Rete offre anche l’opportunità di divenire un venditore al dettaglio anche se non si produce direttamente nulla. In questo caso sarà fondamentale scegliere con cura il settore e individuare fornitori affidabili.

4. Decidete dove volete vendere

Se si decide di non offrire i propri prodotti su qualche marketplace online già esistente, ma di sviluppare un proprio canale e-commerce, rivolgersi a un fornitore esperto è sicuramente la scelta migliore.

In questo caso, siate attenti nell’individuarlo e siate estremamente precisi nelle richieste e negli accordi. Questo eviterà spiacevoli ritardi e delusioni e faciliterà il successo del progetto stesso.

5. Ottimizzate il vostro sito

Essere presenti nel modo giusto sui motori di ricerca significa poter essere raggiunti dal proprio target di riferimento.

Non è ovviamente l’unica strada ma – visto l’uso che i consumatori fanno di Google e compagnia per individuare il prodotto di interesse – è fondamentale.

6. Sviluppate una strategia di marketing online

Come accennato, i motori di ricerca sono una parte del progetto di promozione, occorre poi supportare il progetto e-commerce con una strategia di marketing appropriata. Tale strategia non deve essere concepita avulsa dalle altre iniziative di marketing aziendali: l’approccio integrato è ancora una volta l’unico possibile.

7. Siate vicini ai vostri clienti

I social network, se ben utilizzati, possono essere alleati del business online. Ovviamente anche in questo caso non è bene renderli l’unico e solo canale di comunicazione, ma integrarli nel servizio clienti e nelle strategie di marketing è senz’altro un bene.

8. Organizzate la logistica

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La logistica è sempre stato uno dei punti deboli dell’e-commerce, in particolare di quello italiano. Inizialmente perché si era creata la strana idea che potesse essere un aspetto da considerare in un secondo momento: prima occorreva attrarre consumatori e vendere. Poi però i consumatori non tornavano più a causa di una cattiva organizzazione logistica.

A meno che non si vendano prodotti digitali (che richiedono tuttavia una consegna seppure non fisica), ogni bene online deve trasformarsi in un prodotto fisico nelle case di chi lo compra.

Attenzione, quindi, non solo alla scelta dei distributori (poste, corrieri, ecc.), ma anche alla gestione di magazzino, a quella dei resi e soprattutto alla trasparenza per il cliente. Inutile promettere la consegna in due giorni lavorativi per poi ritardarla di dieci: mentire sul web non paga mai.

9. Misurate i risultati

L’andamento del proprio business online può quasi sempre essere misurato, sempre se si tratta di siti e-commerce. Non farlo è da incoscienti.

10. Provate e migliorate, sempre

Monitorare i risultati costantemente serve per migliorare il proprio servizio e aumentare il numero di visitatori che divengono clienti. Ogni nuovo servizio o iniziativa web per il proprio e-shop deve essere soggetta a tale lavoro di limatura.

Buon e-commerce a tutti.

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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