E-commerce: l’Unione Europea rivede le regole

UE ed e-commerce: adottato un “Libro verde” con il quale dare avvio a una profonda revisione delle norme comunitarie in materia di protezione dei consumatori per adattarle alle nuove esigenze della realtà digitale, in rapida e continua evoluzione.

Happy people shopping online

L’Europa torna a parlare di e-commerce e della normativa che deve regolarlo, nel rispetto delle peculiarità nazionali, ma tenendo soprattutto conto della possibilità intrinseca del mezzo per esso utilizzato, ovvero l’immediato superamento di confini geografici e politici.

E quest’ultimo punto, oltre che un dato di fatto da non trascurare ulteriormente, deve divenire anche un’opportunità, per consumatori finali e imprese che vogliano competere sullo scacchiere europeo.

Per questi motivi, la Commissione Europea ha deciso di dare vita ad un cosiddetto “Libro verde“, al cui interno indicherà le linee guida volte a rinnovare la normativa legata alla tutela dei consumatori che effettuano acquisti online.


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UE ed e-commerce: gli obiettivi del “Libro verde”

La Commissione Europea per la fiducia nell’e-commerce (RETROATTIVO URGENTE)

La spesa complessiva dei consumatori rappresenta il 58% del prodotto interno lordo dell’Unione Europea.

La fiducia dei consumatori è uno dei principali fattori che determinano l’orientamento di tale spesa nei diversi settori dell’economia, ed è chiaro che i consumatori non si sentono ancora abbastanza a loro agio nei confronti degli acquisti online per sfruttare appieno tutte le possibilità che questo settore offre. Sono solo una piccola percentuale (6%), infatti, i consumatori che fanno acquisti online all’estero.

Basandosi sui contributi che le perverranno in risposta a questo “Libro verde“, la Commissione Europea si propone di accrescere la fiducia dei consumatori nel mercato unico europeo grazie ad una normativa chiara e semplice che stabilisca i loro diritti, che permetta scelte sicure e che garantisca un’adeguata protezione in caso di difficoltà.

Meglena Kuneva, il nuovo commissario europeo responsabile della politica dei consumatori, ha dichiarato:

“Dobbiamo darci da fare, il mondo cambia in fretta e l’Europa rischia di restare indietro. Dobbiamo rivedere da cima a fondo la legislazione in materia di tutela dei consumatori. Oggi come oggi chi fa acquisti online non è abbastanza tutelato e la complessità delle norme in vigore è di freno a nuove iniziative. Ai nuovi problemi dobbiamo dare nuove soluzioni. Possiamo permetterci di avere in Europa 27 “mini-mercati” online e privare i consumatori di scelte, occasioni e prezzi più bassi grazie alla concorrenza? Dobbiamo fare in modo che i consumatori possano fidarsi degli acquisti online. Le regole del gioco sono cambiate, ed è tempo che la politica dei consumatori trovi risposte adeguate.”


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Norme chiare saranno anche un incentivo per gli operatori, in particolare per le piccole e medie imprese, a estendere le loro attività oltre le frontiere nazionali, sfruttando i potenziali vantaggi che l’integrazione del mercato offre al settore del commercio al dettaglio.

Acquisti online: le nuove linee d’azione europee

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Le norme in vigore hanno assicurato ai consumatori una buona tutela, ma negli ultimi 15-20 anni le cose sono cambiate. Oggi abbiamo un mosaico di legislazioni nazionali diverse e norme comunitarie di base che sono rispettate in varia misura secondo i paesi.

Con lo sviluppo degli acquisti online è anche emersa tutta una serie di nuove problematiche che non hanno avuto risposte adeguate, sicché i consumatori non vedono tutelati i loro diritti e le imprese si trovano alle prese con un dedalo di complesse normative.

Le possibili linee d’intervento che il “Libro verde” presenta vertono su 28 punti, tra cui spiccano:

  • una definizione più precisa della nozione di consegna in relazione agli acquisti transfrontalieri (questione su cui si appunta il maggior numero di denunce dei consumatori), che garantisca ai consumatori maggiore protezione e faccia chiarezza sui loro diritti in caso di consegna ritardata, mancata o parziale.
  • norme più chiare e più semplici sulle modalità di restituzione dei prodotti, che oggi variano notevolmente all’interno dell’UE (dalla comunicazione al venditore via e-mail all’obbligo di raccomandata postale).
  • norme comuni anche per quanto riguarda il diritto di recesso e i costi di restituzione delle merci (attualmente le disposizioni variano dalla gratuità per il consumatore all’obbligo di sostenere tutti i costi).
  • semplificazione, per mezzo di norme comuni, dei rimedi a disposizione dei consumatori. Attualmente una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto sono invocabili solo nel caso in cui la riparazione o la sostituzione siano impossibili o sproporzionate. Per i consumatori è difficile, specie a distanza, giudicare se sia fondata o meno l’affermazione del venditore che considera sproporzionato un determinato rimedio. Il Libro verde prospetta l’ipotesi di un sistema che dia ai consumatori la possibilità di scegliere tra i rimedi.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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