Google Commerce Search: scontato per tutti

Google abbassa il prezzo della sua soluzione per la ricerca nei siti e-commerce per contribuire all’aumento delle vendite online. Ma il prezzo è solo una delle novità proposte. Maggiore personalizzazione e nuove funzionalità per amministratori più autonomi.

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La nuova versione 2.0 del Google Commerce Search rappresenta senza dubbio la revisione più profonda dell’offerta riservata a chi vende online (e ai suoi consumatori) da parte del motore di ricerca. Si tratta di un servizio cloud-based disponibile per il momento solamente in Usa e nel Regno Unito.

L’obiettivo del servizio è aiutare gli e-tailers più piccoli a competere con i giganti del commercio elettronico come Amazon. Google ha aggiornato anche il prezzo, abbassandolo per favorire un’ulteriore spinta all’e-commerce.

Google Commerce Search 2.0: scende il prezzo

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Ora, per un venditore con più di 50.000 prodotti a magazzino, dotarsi di Google Commerce Search 2.0, la soluzione per la ricerca nei siti-e-commerce offerta dal gigante di Mountain View, costerà 25.000 dollari l’anno anziché 50.000.


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Uno sconto del 50% che Nitin Mangtani, Senior Product Manager in Google, descrive come una iniziativa per favorire lo shopping estivo.

Laura DiDio, analista ITIC, afferma però che molti venditori potrebbero decidere di aspettare la fine della stagione estiva sperando in un ulteriore ribasso.

In realtà – sottolinea l’analista – con gli annunci che si rincorrono tra i big della ricerca e non solo, viene da chiedersi quale sia la stagione migliore per lanciare un upgrade. A tal proposito, DiDio commenta su E-Commerce Times:

“La Legge di Moore affermava che la tecnologia sarebbe avanzata ogni 18 mesi. Ora questo tempo è stato dimezzato.”

Probabilmente, la scelta di abbassare il prezzo per una simile soluzione nasce anche dalla volontà di essere quella più adatta a realtà di medie dimensioni.

Non mancano infatti, come sottolinea Hadley Reynolds, analista IDC, soluzioni concorrenti con costi ovviamente più alti e funzionalità più complesse. Queste ultime, però, spesso non sono adatte a retailers di medie dimensioni, che non possono investire cifre così alte e che spesso non necessitano di una gamma di funzionalità eccessiva.

Lo stesso Mangtani, su InternetNews.com, conferma il target di riferimento:

“Vi sono state numerose innovazioni nell’ultimo decennio, ma la verità è che si sono limitate al vantaggio di una manciata di venditori. Quando si capita sugli altri la differenza nella user experience è notevole.”


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Google Commerce Search 2.0: le funzionalità

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Mangtani rileva poi come molti siti e-commerce non abbiano una vera funzione di ricerca interna e, quando presente, l’assenza di funzioni di base come il controllo ortografico compromette la loro efficacia:

“Fate errori ortografici in una query sul sito Nike e otterette zero risultati, anche se l’articolo cercato è in effetti presente sul sito.”

Commerce Search 2.0 include ovviamente il controllo ortografico e la funzione di auto-completamento simile a quella conosciuta da chiunque effettui ricerche online su Google. Ovviamente, nella soluzione specifica, questa funzionalità non offre suggerimenti web generici ma si limita a ciò che è presente nello store stesso.

Inoltre, una opzione avanzata riguarda i termini considerati sinonimi e consente agli amministratori di definire un numero di parole che saranno incluse nei risultati della ricerca quando un consumatore digiterà termini correlati. Per fare un esempio “DVD” e “digital video disk”.

La personalizzazione è infatti un’altra delle caratteristiche sulle quali punta l’aggiornamento di Commerce Search. Molti clienti della versione precedente avevano lamentato la difficoltà di gestire in autonomia alcune funzionalità utili a rendere la soluzione più flessibile e semplice da gestire.

Commerce Search: i vantaggi della nuova versione

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La nuova versione include così procedure guidate e un cruscotto di amministrazione creati per consentire al sito e-commerce di gestire alcune necessità, come quella di promuovere le proprie offerte in base alle query specifiche o a un determinato lasso di tempo.

Hadley Reynolds di IDC pensa che queste innovazioni saranno decisive. Infatti, secondo l’analista, il motivo del mancato boom della prima versione di Commerce Search è stata proprio l’assenza di strumenti facili da utilizzare per gli amministratori che consentissero di costruire sui loro siti una esperienza di navigazione migliore.

Reynolds, mentre attende, come tutti gli osservatori, di vedere come il mercato risponderà, fa un paragone con l’offerta di applicazioni search enterprise di Google:

“Quando Google ha introdotto la sua appliance di ricerca aziendale, lo ha fatto con un set di funzionalità relativamente entry-level che ha poi ampliato nel tempo, diventando molto più competitiva. Ho il sospetto che la stessa cosa stia avvenendo con Commerce Search. La versione 2.0 risolve alcune delle carenze più evidenti dei prodotti rivolti al settore e-commerce e mi aspetto che Google continui a migliorare il servizio.”

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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