Banca centrale europea: tassi d’interesse invariati e stime di crescita positive

Si è tenuta il 10 Giugno 2021 la nuova attesa conferenza stampa di Christine Lagarde, nella quale viene aggiornato l’operato di Bce per il breve periodo. Tra i temi principali vi erano i tassi d’interesse, la crescita dell’Eurozona e le eventuali nuove misure d’intervento.

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Dopo la conferenza di Aprile, nella quale erano stati annunciati gli acquisti sul mercato obbligazionario rientranti nel programma Pepp (pandemic emergency purchase programme), vi era curiosità per la nuova conferenza stampa della governatrice di Bce.

In verità l’attesa per eventuali novità è stata ben presto placata in quanto la linea scelta da Bce resta quella della prudenza, sia sui tassi s’interesse che sugli acquisti aggiuntivi di obbligazioni. Andiamo però a scorporare tutte le dichiarazioni di Lagarde.

Conferenza Bce: tassi invariati per il successivo trimestre e proseguono gli acquisti Pepp

I tassi di riferimento, governati dalla politica monetaria Bce, vengono lasciati ai valori correnti: il principale rimane a zero , il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%.


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Il consiglio direttivo di Bce inoltre auspica che “gli acquisti netti nell’ambito del Pepp continuino a essere condotti a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno”. Dunque per il successivo trimestre, che inizierà a Luglio, si prevede che venga immessa moneta nel sistema per un ammontare pari a circa 80 miliardi di euro al mese.

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Conferenza Bce: stime di crescita e inflazione

Il mantenimento elevato del ritmo di acquisti potrebbe causare un aumento eccessivo dell’inflazione, superiore al below but close the 2% di draghiana memoria. Ma le stime dichiarate dalla Lagarde mostrano l’inflazione all’1,9% nel 2021, 1,5% nel 2022 e 1,4% nel 2023.

C’è ottimismo per la crescita dell’Eurozona che sono stimate relativamente per il 2021 e il 2022 al +4,6% e al +4,7%. Rimane invariata la previsione per il 2023, stimata al +2,1%.

In conclusione Christine Lagarde ha affermato che la crescita economica aumenterà nel secondo trimestre, così però come l’inflazione, che desta particolare preoccupazione negli Stati Uniti dove è attestata al 5%. Va pur ricordato che una eventuale stretta sarebbe oltremodo dannosa per l’economia e dunque la strada intrapresa resta quella della politica monetaria espansiva.