Bonus anti inflazione: che cos’è e a chi spetta

Per andare incontro ai cittadini e combattere l’inflazione il governo Meloni ha previsto un bonus che andrà a compensare la mancanza del Reddito di Cittadinanza, misura che è stato da poco soppressa. Vediamo insieme che cos’è questo bonus e come funziona.

Bonus anti inflazione: che cos’è e a chi spetta

La rimozione del Reddito di Cittadinanza ha dato adito a non poche polemiche, così il governo Meloni ha deciso di compensare con un aiuto una tantum per le famiglie in difficoltà, una sorta di bonus anti inflazione che mira ad aiutare i cittadini di fronte alla risalita dei prezzi.

Il  bonus anti inflazione sarà valido per i cittadini che ancora oggi ricevono il Reddito di cittadinanza ovvero nuclei con minori, over 60 o disabili, ma non solo. Il bonus pari a 150 euro, verrà erogato sulle Postepay entro il 31 agosto, esattamente come avveniva per il RdC. Tutti gli altri dovranno indicare un conto corrente bancario.

Il bonus antinflazione nasce come risposta all’impennata dei prezzi della benzina e dei beni primari. Esso spetta a tutti coloro che hanno un reddito annuale non superiore ai 35.000 euro, i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma anche i titolari di partita IVA, i ricercatori, gli autonomi, gli addetti stagionali, i borsisti, gli impiegati domestici e i disoccupati. Inoltre è necessario essere residenti in Italia e avere un CF valido.

Bonus anti inflazione, cos’è e a chi spetta

Bonus anti inflazione: che cos’è e a chi spetta

I percettori del Reddito di Cittadinanza otterranno i 150 euro insieme al resto dell’assegno previsto, a partire dal 15 agosto. Per tutti gli altri titolari, invece, arriverà dopo il 27 agosto.

Attraverso il sito dell’INPS, nella sezione relativa al fascicolo previdenziale del singolo cittadino, è possibile sapere se si ha o meno diritto a ricevere questo bonus, che a seguito dei controlli eseguiti dall’istituto di previdenza sociale viene erogato direttamente.

il bonus anti inflazione è stato previsto dal decreto-legge n. 21 del 21 febbraio 2023, convertito con modificazioni dalla legge n. 51 del 16 aprile 2023. Un’altra misura che arriverà a settembre è quella del Supporto per la formazione e lavoro, fortemente voluto da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, anche per contrastare le accese polemiche seguite al taglio del Reddito di cittadinanza, che costituisce un grosso taglio per molte famiglie italiane.

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