Bonus psicologo per studenti universitari: ecco chi può ottenerlo

Se il bonus psicologo quest’anno tarda ad arrivare c’è almeno una buona notizia: per gli studenti universitari invece il bonus ci sarà sicuramente. A farlo sapere è il Ministero dell’Università e della ricerca: ma vediamo insieme come funzionerà il bonus psicologo.

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Arriva il bonus psicologo per gli studenti universitari italiani: con una recentissima misura il Miur ha messo in campo ben 40,5 milioni di euro per offrire un sostegno psicologico agli studenti universitari italiani. Dovranno poi essere i singoli Atenei a decidere come mettere in campo i soldi ricevuti e fissare le regole di fruizione del servizio.

A partire dalle ore 12 di martedì 26 settembre gli atenei potranno fare domanda del bonus fino alle 12 del 27 ottobre. In tal modo, facendo domanda entro questo mese di tempo a disposizioni, gli atenei potranno ricevere i fondi per mettere in atto il servizio psicologico di sostegno agli studenti.

Ad annunciarlo è stato il Ministero dell’Università e della Ricerca, guidato da Anna Maria Bernini, che ha anche aggiunto che il servizio psicologico di ateneo dovrà essere attivato entro la fine dell’anno. Entro la scadenza del bando, il 27 ottobre, il Miur sceglierà quali sono i progetti idonei a ricevere i fondi.

Bonus psicologo studenti universitari: ecco chi e come ne può fare domanda

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Il bando, oltre che per le università, vale anche per le 145 scuole di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam), i Conservatori (sia pubblici sia privati) e le Accademie di belle arti. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria i vari atenei dovranno garantire la messa in atto del servizio di supporto psicologico, altrimenti perderanno i benefici.

Gli studenti delle università italiane dunque non riceveranno dei fondi direttamente, ma potranno usufruire gratuitamente del servizio che la stessa università metterà a disposizione per loro. Certo i fondi però sicuramente non sono molti, ed è quindi probabile che gli atenei fissino regole come ad esempio un numero massimo di sedute a studente per consentire l’accesso al servizio a una platea più vasta.

Rientrano nel bonus anche gli interventi per contrastare le dipendenze degli studenti, che rappresentano ancora oggi una grave piaga sociale.

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