Euro e moneta: la Croazia entra nell’Eurozona, cosa cambia?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale

Il 2023 sarà un anno molto importante per la Croazia: da ieri 1° Gennaio infatti il paese balcanico ha adottato ufficialmente l’Euro come moneta di riferimento, divenendo così il paese membro numero venti a far parte dell’Eurozona. Quali saranno le conseguenze per l’Europa? Approfondiamo insieme la questione.

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L’avvento del 2023 ha portato con sé l’annessione della Croazia alla zona Euro, facendola diventare il paese numero venti a far parte di questo gruppo. Ma cosa significa questo? Con l’ingresso nella Zona Euro, la moneta verrà stampata e gestita dalla Bce, così come la politica monetaria dovrà allinearsi con la volontà di Francoforte. Un passaggio così netto potrebbe in un primo momento scuotere l’economia del paese.

Vediamo i dettagli della vicenda insieme nel seguente articolo.

La Croazia entra nell’Euro: ecco la sua economia

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Approfondiamo in primis l’economia della Croazia, prima stato balcanico ad entrare nell’Eurozona, dopo aver aderito all’UE “solo” nel 2013. Il suo processo di allineamento monetario alle politiche di Francoforte è stato molto rapido, sintomo di una grande volontà di dimenticare il passato regime dittatoriale del Paese. Altri aspetti chiave sono stati la vicinanza della Croazia al blocco europeo e la diffusione religiosa del cattolicesimo.

L’economia croata è fortemente incentrata su turismo che in particolare nei periodi estivi porta nelle casse dello Stato moltissimi soldi: si stima infatti che questo vale da solo il 20% del Pil. L’ampliamento del turismo ha aiutato la Croazia a migliorare le condizioni di vita degli abitanti.

Croazia, non solo Euro: dentro anche a Shenghen

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La Croazia non ha scelto solamente di aderire all’Unione Monetaria Europea, ma anche al patto di Shenghen. L’ultimo ingresso che si era registrato nella zona era quello della Svizzera nel lontano 2008. Da oggi infatti saranno aboliti tutti i controlli al confine con la Slovenia e l’Ungheria, così come non vi saranno forti controlli marittimi con l’Italia.

Queste previsioni aiuteranno senza dubbio la Croazia a crescere ancor di più. Molti altri paesi sognano di raggiungere questo status: Romania e Bulgaria su tutti.