Mutui: conviene il tasso fisso o variabile?

Non sono periodi semplici per chi è in possesso di un mutuo a tasso variabile. Con gli aumenti dei tassi BCE i canoni dei mutui variabili sono lievitati. Dunque per chi era in possesso di un mutuo a tasso fisso la convenienza è palpabile. Ma cosa fare in caso di nuovo mutuo?

Bce

Dopo la crisi inflazionistica del 2022, la BCE ha deciso di prendere una decisione storica, ossia di aumentare i tassi di interesse dopo molti anni. Non succedeva infatti dal 2008 che il tasso variabile fosse più alto di quello fisso. Ma come conviene accendere un mutuo ora?

BCE: tassi in aumento

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La Bce è stata costretta ad intervenire sui tassi d’interesse, in quanto uno dei metodi più efficaci per combattere l’inflazione è proprio quello di sottrarre denaro liquido dal sistema. L’obiettivo della Bce è quello di contenere il tasso d’inflazione al 2%, ma ad oggi questo viaggia sul 10%. Con i nuovi aumenti, i tassi di riferimento sono ora a 3,25%.

Tasso fisso più alto del variabile

La grande svolta è che dopo anni il tasso variabile ha superato quello fisso. Ad oggi un mutuo a tasso fisso per 30 anni che copre il 70% del valore della casa viene offerto tra il 3,5 e il 3,7% dalle banche che offrono le condizioni più vantaggiose.

Cosa cambia tra fisso e variabile?

Ma quali sono le differenze tra tasso fisso e variabile? Di norma il tasso fisso dovrebbe essere superiore al variabile di almeno 100 o 200 punti base, ma così non sta accadendo. La convergenza tra i due tassi dipende dall’Eurirs e dall’Euribor.

Tasso variabile o fisso? Cosa fare ora?

Soldi

Come conviene accendere un mutuo in una condizione del genere? Le famiglie stanno spingendo per avere un mutuo a tasso fisso, in quanto vi è la costante certezza della spesa da sostenere. Ma le banche non sempre la pensano così, infatti non sono di consueto accomodanti, visto che si espongono a grandi rischi. Nell’ottica di lungo periodo optare per un tasso variabile potrebbe essere la scelta migliore.

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