Energie rinnovabili: le linee guida

Dopo anni di attesa il settore delle rinnovabili può festeggiare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle nuove Linee Guida. Ecco le principali novità introdotte per quanto riguarda avvio e svolgimento del procedimento di autorizzazione.

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Dopo un’attesa estenuante durata poco meno di sette lunghi anni, durante la quale si è assistito all’anarchia più totale nell’interpretazione dell’art. 12 comma 10 del D.Lgs 387/03, è stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 18 settembre il Decreto Ministeriale che comprende in allegato le “Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili“.

Vediamo più nel dettaglio i punti chiave di queste nuove linee guida.

Rinnovabili: la nuova normativa

Rinnovabili: le Linee Guida

Ottanta mesi di incertezza che hanno visto le Regioni emanare proprie linee guida di attuazione, in molti casi dichiarate un attimo dopo illegittime dalla Corte Costituzionale, come nel caso di Puglia, Molise e Calabria.


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È dunque finalmente colmato il vuoto che ha visto su tutto il territorio nazionale una forte disomogeneità di applicazione della Legge 387/03, con conseguente rallentamento degli iter autorizzativi e forte incertezza sulla validità di questi ultimi una volta ottenuti.

Il DM Sviluppo Economico del 10 settembre 2010 prevede 90 giorni di tempo a partire dal 3 ottobre (15 giorni dopo la pubblicazione delle Linee Guida in Gazzetta Ufficiale), entro i quali le Regioni dovranno recepire le novità ed adeguare i propri regolamenti alla disciplina nazionale.

In mancanza di recepimento da parte delle Regioni, nei 90 giorni previsti si prevede l’applicazione delle Linee Guida Nazionali a tutti i procedimenti autorizzatori.

Un’importante eccezione va fatta per tutti i procedimenti autorizzatori ancora in corso al novantesimo giorno dall’uscita delle Linee Guida. Questi potranno ritenersi “conclusi” solo se “riferiti a progetti completi della soluzione di connessione e per i quali siano intervenuti i pareri ambientali prescritti”.

Cosa dicono le linee guida del Ministero

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Il Decreto disciplina il procedimento autorizzativo per la costruzione e l’esercizio degli impianti alimentati da fonte rinnovabile, al fine di garantirne il corretto inserimento sul territorio.

Tutti gli impianti succitati necessitano di un’autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione o dalla Provincia delegata, che racchiude al suo interno tutti i pareri e le autorizzazioni necessarie, raccolti in sede di conferenza dei servizi, in conformità alle normative ambientali, del paesaggio e del patrimonio storico artistico, e costituisce, ove occorra, variante allo strumento urbanistico.


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Il discorso si fa differente per i piccoli impianti. Gli impianti con capacità di generazione inferiore alle soglie fissate dalla tabella A allegata al D.Lgs 387, come ad esempio fotovoltaici fino a 20 kW o biomassa/biogas fino a 1000 kW, sono realizzabili mediante procedura di Denuncia di Inizio Attività.

Vengono poi definiti gli impianti minori, come ad esempio gli impianti fotovoltaici integrati negli edifici, gli impianti a biomassa fino a 50 kW, gli impianti mini eolici, i piccoli impianti idroelettrici e geotermici che sono considerati “attività di edilizia libera” e possono essere realizzati previa comunicazione di inizio lavori al Comune.

Le Linee Guida contengono in modo dettagliato l’elenco di documenti necessari alla presentazione delle istanze e specificano modalità di avvio e svolgimento del procedimento unico di autorizzazione.

Si auspica che con questa nuova normativa l’Italia si avvii verso un processo di semplificazione burocratica degli iter autorizzativi, al fine di incentivare lo sviluppo, controllato e mai speculativo, degli impianti alimentati a fonte rinnovabile, alla stregua di ciò che avviene da anni in paesi virtuosi come la Germania.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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