Lo spam inquina e danneggia l’ambiente

L’energia globale annuale utilizzata per trasmettere, immagazzinare e filtrare le email di spam equivale all’elettricità utilizzata in 2,4 milioni di abitazioni. Lo afferma una ricerca McAfee, secondo cui le emissioni di gas serra prodotte in un anno sarebbero pari a quelle di 3 milioni di automobili a benzina.

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Lo spam non è semplicemente una seccatura, ma sta danneggiando l’ambiente contribuendo in maniera sostanziale alle emissioni di gas serra (GHG).

Nello studio di McAfeeIl Carbon Footprint dello Spam”, alcuni tra i più importanti ricercatori sui cambiamenti climatici ed esperti di spam hanno calcolato globalmente l’energia annuale utilizzata per trasmettere, immagazzinare e filtrare lo spam.

Il dato ammonterebbe a 33 miliardi di kilowatt-ore: una cifra che equivale all’elettricità utilizzata in 2,4 milioni di abitazioni, con le stesse emissioni GHG di 3,1 milioni di auto che consumano 7 miliardi e 560 milioni di litri di benzina.

L’impatto ambientale dello spam

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McAfee, azienda americana esperta in sicurezza informatica, ha presentato uno studio dal nome “Il Carbon Footprint dello Spam“, al cui interno esperti e ricercatori hanno provato a spiegare l’impatto del fenomeno dello spam da un punto di vista insolito: quello ambientale.

Secondo la ricerca, infatti, l’energia necessaria per inviare, immagazzinare e filtrare lo spam in un anno ammonterebbe a 33 miliardi di kilowatt-ore: una cifra sufficiente a dare elettricità a 2,4 milioni di abitazioni. Inoltre, un quantitativo energetico di questo tipo contribuirebbe ad un aumento di emissioni di gas serra pari a quello di oltre 3 milioni di automobili alimentate a benzina.

Numeri importanti, quindi, su cui si è voluto esprimere Jeff Green, Senior vice president of product development dei McAfee Avert Labs:

“Mentre il mondo sta affrontando il crescente problema dei cambiamenti climatici, questo studio mette in luce che lo spam ha fortissime ricadute a livello finanziario, personale e ambientale sulle aziende e sui singoli individui. Contrastare lo spam alla fonte, così come investire in una tecnologia allo stato dell’arte per filtrare lo spam, consentirà di risparmiare tempo e denaro e ripagherà i dividendi al pianeta riducendo al contempo le emissioni di CO2”.

Spam ed emissioni di gas serra: il report di McAfee

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Lo studio ha preso in considerazione l’energia globale necessaria per trasmettere, immagazzinare, visualizzare e filtrare lo spam in 12 nazioni: Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Messico, Spagna, Stati Uniti e Regno Unito.

È stata calcolata l’elettricità utilizzata per lo spam con le emissioni di gas serra associate all’utilizzo di tale energia, derivante principalmente dalla combustione di carburanti fossili, dal momento che questi rappresentano ancora oggi la fonte principale per la generazione di elettricità.

I risultati principali del report dimostrano che:

  • Le emissioni GHG medie per ogni singolo messaggio di spam ammontano a 0,3 grammi di CO2. Ciò equivarrebbe, in termini di emissioni, a guidare per 1 metro, ma se moltiplicati per il volume annuale dello spam sarebbe come fare il giro del mondo 1,6 milioni di volte.
  • Il report attribuisce un’impressionante maggioranza di emissioni GHG di spam — circa l’80% — all’energia utilizzata nel processo di visualizzazione e cancellazione dello spam o in quello di ricerca di email legittime erroneamente intrappolate nei filtri anti-spam.
  • Le nazioni con una maggiore connettività Internet tendono ad avere più utenti di posta, come Stati Uniti e India, e le nazioni dove una percentuale maggiore di email in arrivo corrisponde a spam, in proporzione, hanno emissioni più elevate per ogni utente di posta. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno emissioni 38 volte maggiori della Spagna.

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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