Business Process Outsourcing: che cos’è il BPO?

Il concetto di outsourcing ed il suo significato sono ormai entrati a far parte del linguaggio della maggioranza di coloro che si occupano di IT, information technology. I vantaggi derivanti dall’esternalizzazione di determinati servizi, soprattutto a contenuto tecnologico, sono stati ampiamente dimostrati.

Oggi, accanto all’evoluzione dell’offerta di servizi innovativi, orientati sempre più verso sistemi integrati, si sono affinate anche le soluzioni che mirano all’esternalizzazione. Ecco perché sempre più spesso si sente parlare di BPO, Business Process Outsourcing.

Il principale richiamo per le aziende verso questa soluzione è rappresentato da due aspetti:

  • Riduzione dei costi
  • Possibilità di concentrarsi sul proprio core business

Business Process Outsourcing: cosa significa?

Si parla di BPO quando una società affida la gestione e l’ottimizzazione di un intero processo aziendale a un fornitore esterno che prenderà in carico l’attività.

Ovviamente, da un punto di vista strategico sarà l’azienda a mantenere il controllo del processo stesso. Sarà invece compito del fornitore esterno gestirne l’intero controllo procedurale.

Come si può capire da questa breve definizione, le principali differenze rispetto all’outsoursing “semplice” è che anziché una singola attività, viene gestita al di fuori dell’impresa un’intera area di processo e non ci si limita più al settore IT in senso stretto.

Business Process Outsourcing: perché è vantaggioso?

Il concetto di outsourcing ed i vantaggi che ne derivano rimangono invariati nella loro sostanza, ma per i servizi BPO sono richieste competenze e strategie che un outsourcer IT non necessariamente deve offrire.

Un conto infatti è garantire il ciclo vitale di ciò che è legato all’IT (funzionamento e upgrade del parco macchine, connettività, applicativi, ecc.), diverso è partecipare e condividere un intero processo aziendale (come la gestione delle risorse umane o del settore finanziario) offrendo quindi anche professionisti adeguati a comprendere la strategia dell’azienda cliente e pronti ad esserne partner nel cambiamento.

L’ottica con cui (per ora soprattutto le grandi aziende) si avvicinano al BPO è quella di concentrarsi sul proprio core business ma allo stesso tempo di creare una più solida ed integrata rete di partner e fornitori delle attività “non-core”.

BPO, alcuni casi di successo

L’acquisizione di PricewaterhouseCoopers da parte di IBM ha dimostrato tutto l’interesse anche da parte dei grossi fornitori verso questo tipo di servizi, rendendosi conto di non poter più soddisfare i propri clienti offrendo tecnologia tout-court.

Potendo infatti unire la propria esperienza in campo IT a quella consulenziale nei processi di business di PWC, IBM ha creato una business unit in grado di fornire servizi ad alto valore aggiunto in cui la tecnologia diviene effettivamente parte di un processo integrato in grado di migliorare l’efficienza aziendale.

Altre imprese preferiscono invece creare delle alleanze non formalizzate, ovvero una serie di “taciti” rapporti preferenziali, con determinati fornitori, un’altra via per raggiungere i medesimi scopi: creare una solida rete di partner strategici che permetta il miglioramento dell’efficienza aziendale.

Per i fornitori di piccole o medie dimensioni, a fronte delle operazioni di acquisition o di partnership strategiche attuate dai grandi gruppi, non resterà che rivolgersi al mid-market o alle aziende o consorzi minori offrendo soluzioni incentrate su settori verticali, spesso di nicchia.

Si tratta quindi di un mercato ancora in movimento che deve individuare con chiarezza la propria “identità”, coinvolto in una fase di maturazione che riguarda parallelamente entrambi i soggetti protagonisti (fornitori e clienti).

Business Process Outsourcing: quali sono i rischi?

I maggiori rischi, stando ad un’analisi Gartner, riguardano invece la difficoltà da parte dei clienti nel definire gli elementi chiave in un contratto BPO (l’area strategica ed il tipo di processo da esternalizzare, le modalità di gestione dell’outsourcing complesso, i livelli di servizio garantiti, ecc.).

Mentre dal lato del fornitore vi è una coscienza ancora parziale della complessità insita nell’offerta di un tale tipo di servizio, spesso sottovalutata.

Nonostante tali criticità, il settore BPO appare in crescita ed anche se al momento il suo valore di mercato è inferiore a quello dell’outsourcing IT – 160 milioni di dollari entro il 2006, contro i 56 del BPO – il suo tasso di crescita annuale appare più rapido: 24,2% contro il 12,8% (analisi Accenture su dati Idc).

A conferma dunque che i sistemi integrati ad alto valore aggiunto stanno divenendo una necessità aziendale che si riflette a tutti i livelli.

 

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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