L’Europa riforma per innovare

L’Europa rilancia sul Settimo Programma Quadro, adottando migliorie nella normativa e nelle procedure per accedere ai fondi di ricerca dell’UE. Senza ricerca e innovazione non si può pensare a un solido sviluppo economico.

Il Settimo Programma Quadro (7° PQ) ha riscosso grande successo in Europa, quasi tutte le università vi partecipano.

Dal 2007 sono pervenute ben 33.000 proposte, 7.000 circa i progetti finanziati. Sia in fase di elaborazione che nel periodo di attuazione la Commissione Europea ha attuato misure volte a semplificare l’accesso a tali fondi per poter stimolare innovazione e ricerca. Vediamole più nel dettaglio.

UE e ricerca: il Settimo Programma Quadro

La ripresa economica, a cui tutti i Paesi guardano con speranza, non può non passare da progetti di ricerca in grado di innovare e creare al contempo nuovi posti di lavoro che sostituiscano quelli persi in settori in difficoltà.

La Commissaria per la ricerca, l’innovazione e la scienza Máire Geoghegan-Quinn ha così commentato:

“Le nostre proposte sono intese a ridurre al minimo gli oneri amministrativi nei programmi di ricerca in Europa. Abbiamo bisogno della partecipazione dei migliori ricercatori e delle imprese più innovatrici e dobbiamo fare in modo che possano concentrarsi sui risultati e non sulle formalità burocratiche. Lo sviluppo della ricerca rilancerà l’economia e migliorerà la qualità della vita in Europa. Dobbiamo in particolare incoraggiare la partecipazione di un maggior numero di PMI e ritengo che ciò sia fattibile senza compromettere il controllo finanziario. Stiamo chiedendo il sostegno delle altre istituzioni europee per conseguire questo obiettivo.”

Il Commissario per il bilancio Janusz Lewandowski, aggiunge:

“La revisione del regolamento finanziario, che la Commissione presenterà il prossimo mese, sosterrà queste idee di semplificazione dei finanziamenti per la ricerca con proposte giuridiche concrete, che si riveleranno utili anche in molti altri settori strategici. C’è bisogno di una normativa più semplice per incoraggiare i potenziali beneficiari dei fondi UE – quali le piccole e medie imprese e le ONG – a farne richiesta. Grazie a questa semplificazione, il bilancio dell’UE servirà con maggiore efficacia i cittadini e le imprese.”

Le novità del Programma

Sono principalmente tre gli ambiti di modifica:

  • Miglioramenti – alcuni dei quali già in corso – nell’ambito del quadro giuridico e normativo attualmente in vigore. Tra essi sistemi informatici più efficienti, un’applicazione più coerente delle norme e il miglioramento della struttura e del contenuto degli “inviti a presentare proposte”.

 

  • Modifica delle norme finanziarie esistenti, per consentire una semplificazione più radicale mantenendo al tempo stesso un controllo efficace. Questo può realizzarsi ampliando l’utilizzo dei “metodi di calcolo dei costi medi”, grazie ai quali si evita di dover meticolosamente effettuare una contabilizzazione separata per ogni voce di spesa, anche di piccola entità. La Commissione intende inoltre permettere che nei progetti vengano utilizzati per i fondi UE gli stessi metodi contabili richiesti per i finanziamenti di ricerca nazionali.

 

  • Il terzo tipo di modifica previsto sarà preso in considerazione ai fini dell’attuazione nei futuri programmi quadro di ricerca. Fra le possibilità prospettate figura un orientamento verso “pagamenti in funzione dei risultati”, secondo il quale i beneficiari, invece di notificare le singole voci di spesa, riceverebbero somme forfettarie per svolgere determinati compiti scientifici e dovrebbero dimostrare di averli svolti in maniera efficace ed efficiente.

Nel frattempo, la Commissione ha avviato la valutazione intermedia del programma attuale (7° PQ). Un gruppo di esperti indipendenti, presieduto da Rolf Annerberg, è stato incaricato di effettuare tale esame e di presentare una relazione in autunno.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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