Frodi e furti di identità: i sistemi biometrici scelti dai consumatori

Uno studio, commissionato da Unisys, evidenzia come oltre due terzi dei consumatori preferiscano i sistemi biometrici per combattere le frodi e i furti di identità. Riconoscimento vocale e impronte digitali i sistemi preferiti.

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Unisys ha reso noti i risultati di una nuova ricerca che riguarda un argomento sempre più sentito dal mercato e dai futuri utilizzatori: le applicazioni biometriche.

Secondo l’indagine, quasi il 70% dei consumatori di tutto il mondo approva e sostiene l’adozione di tali tecnologie. I sistemi di lettura delle impronte digitali e di riconoscimento vocale, gestiti da un’organizzazione qualificata, risultano strumenti idonei per verificare l’identità degli individui e garantire maggiore sicurezza.

Sicurezza e sistemi biometrici: cresce la fiducia

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Lo studio, commissionato da Unisys con l’obiettivo di investigare le preferenze dei consumatori in tema di sicurezza, ha evidenziato una crescita positiva delle percentuali dei consumatori favorevoli all’adozione dei sistemi biometrici, ritenuti adatti a prevenire le frodi e i furti dell’identità dal 66% degli intervistati, che li preferiscono ad altri dispositivi di sicurezza quali smartcard e token.


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Mark Cohn, Vice Presidente del dipartimento di Homeland Security Solutions di Unisys Corporation, ha dichiarato:

“Questa ricerca è quanto mai significativa. Sembra, infatti, smentire quanti pongono in dubbio l’adozione dei sistemi biometrici a causa delle preoccupazioni, legittime, in materia di privacy. Sviluppatori e utilizzatori di sistemi dovrebbero quindi fugare questi dubbi in modo da diffondere su larga scala tali sistemi, soddisfacendo tutti i requisiti di protezione e riservatezza degli utenti, nel pieno rispetto della loro privacy.”

La privacy resta comunque questione da tutelare con molta attenzione in tutti gli ambiti in cui la biometria possa trovare applicazione, al di là degli entusiasmi da parte dei produttori di sistemi di questo tipo.

E in effetti è quanto ha ribadito il Garante della Privacy, che, pur consentendo esperienze sperimentali ad alcuni istituti di credito, ha fissato le prime regole per proteggere chi voglia restare al vecchio sistema, e soprattutto i dati di quanti accetteranno di fornire il proprio dato biometrico a terzi.

Sistemi biometrici: perché puntarci?

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Non solo, oltre tre quarti degli interpellati cita la superiore velocità del processo di verifica dell’identità quale principale motivo a favore.

Osservando i dati relativi alle preferenze espresse dai consumatori circa i dispositivi ritenuti più idonei:

  • il riconoscimento vocale sembra il metodo di autenticazione prescelto (32%), probabilmente a causa della maggiore familiarità ed esperienza degli utenti con questo tipo di sistema
  • seguono la lettura delle impronte digitali (27%)
  • il riconoscimento facciale (20%)
  • la lettura della geometria della mano (12%)
  • la scansione dell’iride (10%)

Tra coloro che si sono dichiarati contrari all’adozione dei sistemi biometrici per la verifica dell’identità, il 74% ha espresso dubbi sulla validità di queste tecnologie, mentre il 62% ha dichiarato di preferire altri metodi di identificazione.


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Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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