Imprenditori italiani? Sempre più anziani…

Pochi giovani e molti over 70: questo è il preoccupante quadro stilato da una ricerca di Infocamere sull’età degli imprenditori italiani.

Anche dal punto di vista imprenditoriale, quindi, l’Italia si conferma ulteriormente un paese di anziani, ma il fattore che più preoccupa per il benessere dell’economia nostrana è che il divario tra gli under 30 e gli anzini si sta allargando sempre più.

In questo modo, i giovani incontrano ulteriori difficoltà ad affermarsi nella difficile professione dell’impresario e la società consortile di Informatica delle Camere di Commercio Italiane ha fatto notare come in cinque anni vi sia stato un decremento del numero degli imprenditori sotto i trent’anni attestabile al 16%.

Questa perdita così elevata ha portato quindi attualmente ad una percentuale di imprenditori under 30 che si attesta sul 7%: signifca che su 100 imprenditori solo 7 sono in realtà giovani.

Imprenditori italiani? Sempre più anziani…

Di contro sono aumentati gli imprenditori over 70, passati dall’8.5% del 2005 agli 8.8% attuali.

Questi dati spiegano in parte anche la difficile evoluzione tecnologia dei servizi del paese e la gestione economica delle attività con mentalità vetuste e poco orientate al futuro.

Di certo, non aiuta neanche il momento storico-economico che l’Italia sta attraversando, che rende ancora più difficile per i giovani i rapporti con le burocrazie e la sopportazione della pressione fiscale. Così, chi vuole investire sul proprio futuro trova spesso un percorso fatto di ostacoli.

Ne è ulteriore dimostrazione la situazione modenese. Secondo le indagini, la provincia di Modena presenta il più basso tasso di imprenditoria giovanile del Paese, ben al di sotto della media nazionale, con una percentuale che si attesta al 4.6%. In pratica, sono solo circa 6mila aziende quelle guidate da giovani, contro le 11.320 imprese capeggiate dagli ultrasettantenni. I settori economici in cui i giovani sono più attivi sul territorio sono quello dei “servizi per le imprese” con il 65.6% e quello di “turismo e ristorazione” con il 65.4%. Di contro, al Sud, la Calabria risulta la regione più giovane, con ben 11673 titolari fra i 18 ed i 29 anni, con il 9.38% di presenza giovanile.

Su questi risultati, giunge un invito da parte del coordinamento dei Giovani Imprenditori, il cui portavoce, Simone Testa, soffermandosi anche sulla situazione della provincia emiliana, ha fatto presente la necessità di sostenere e riportare la voglia di fare impresa tra i giovani. Secondo Testa, questo deve essere considerato un impegno sostenuto dalle istituzioni, superando il semplice commento preoccupato e sbigottito per queste percentuali.

Giovanni Barbieri