Scuole ITS: alta formazione tecnica contro disoccupazione

Da Settembre aperte le iscrizioni per entrare nei nuovi Istituti Tecnici Superiori, nati dall’incontro fra la Pubblica Istruzione e le imprese. L’intento sarà quello di offrire un’alta formazione tecnica ai giovani per combattere l’avanzata della disoccupazione.

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Arriva il via libera ed il settore scuola è in fermento. Da settembre partiranno gli ITS, gli Istituti Tecnici Superiori, che garantiranno ai giovani diplomati un’alta formazione tecnica di istruzione pari alla preparazione universitaria.

Gli istituti sono 58 in tutta Italia e regioni come Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Veneto, Sicilia, Abruzzo, Campania, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana, Friuli, Molise, Sardegna e Umbria offriranno questa opportunità ai giovani del proprio territorio, per combattere la disoccupazione ed offrire una vera alternativa in ambito lavorativo.

Pubblica Istruzione: arrivano gli Istituti Tecnici Superiori

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I discenti che frequenteranno i corsi degli ITS diverranno “super-tecnici“, con un titolo di studio riconosciuto per legge e valido in uno dei seguenti settori:


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  • efficienza energetica;
  • mobilità sostenibile negli ambiti della logistica, del trasporto aereo marittimo e ferroviario;
  • innovazione del made in Italy nel settore della meccanica, della moda, alimentare, della casa e dei servizi alle imprese;
  • beni e attività culturali;
  • informazione e comunicazione.

I corsi formativi offerti saranno di pari dignità a quelli universitari e dureranno due anni, per una formazione complessiva pari a 1800/2000 ore, composta in parte da didattica tradizionale e in parte da esperienze di laboratorio. Obbligatorie saranno poi 600 ore di tirocino da esplicarsi presso un’azienda, eventualmente anche fuori dai confini nostrani.

Alla realizzazione di questi 58 istituti hanno contribuito fino ad ora ben 16 regioni con il coinvolgimento di 110 istituti tecnici e professionali, 60 tra province e comuni, 200 imprese, 67 atenei e centri di ricerca e 87 strutture di alta formazione. Il tutto con un unico scopo: offrire ai giovani una formazione che rispecchi effettivamente le esigenze dell’industria italiana ed europea.

Gli ITS per cambiare la rotta

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Il Ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini si dichiara soddisfatta del progetto, che vede finalmente la luce dopo circa 40 anni da quel primo tentativo di dotare l’istruzione italiana di un sistema formativo avanzato in ambito tecnico.

La Gelmini definisce gli ITS “una risposta forte al tema della disoccupazione”, affermando:

“C’è un gap tra le richieste delle imprese che vogliono tecnici sempre più specializzati e i numeri che la scuola riesce a formare. Noi dobbiamo dare risposte. Se da un lato vanno assecondate le inclinazioni dei giovani, dall’altro dobbiamo fare opera di orientamento per restituire all’istruzione tecnica una reputazione che riconosca la sua reale importanza. Genitori e studenti devono cambiare mentalità su questo fronte”.


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In accordo con il Ministro si dichiara anche Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria per l’Education, che sostiene:

“Dopo il ’68 si fecero uscire i privati dai consigli d’amministrazione degli istituti tecnici ma oggi si è finalmente capita l’importanza di uno stretto collegamento tra scuola e imprese. Imprese che non trovano sul mercato i tecnici di cui hanno bisogno. Confindustria ha messo in campo proposte concrete per valorizzare l’istruzione tecnica e rafforzare il legame scuola-imprese”.

Accanto agli ITS, il ministero pare voler puntare anche sull’apprendistato: stanziati già 5 milioni di euro per realizzare progetti pilota utili all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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