Cassa integrazione: le novità per il 2022

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale

Potrebbe essere confermata anche nel 2022 la Cassa Integrazione Covid, a favore di coloro che rischiano di perdere il lavoro a causa della pandemia. Vi sono però altre misure che possono assistere i cittadini in difficoltà, come gli ammortizzatori sociali.

Lavoro

In molti si stanno chiedendo se la Cassa integrazione pandemica sarà confermata anche nel 2022, in risposta alla crisi del settore lavoro. Dalla conferenza stampa del premier Mario Draghi però non è trapelato ottimismo, nonostante verrà predisposto un nuovo decreto ristori da due miliardi di euro, che avrà al suo interno fondi per la cassa integrazione.

Il Primo Ministro si è appellato agli ammortizzatori sociali già in essere, senza decantare alcuna altra riforma del sistema. Ma approfondiamo la questione.

Cassa Integrazione: le parole del premier Draghi

Lavoro

Nella conferenza stampa di lunedì 10 Gennaio 2022, Mario Draghi è intervenuto anche in risposta a domande sul fronte lavoro. Ciò che è trapelato è che non vi saranno nuove riforme o nuovi strumenti, ma si andrà avanti con quelli già in essere. Queste le sue parole:

“Ci sono già varie misure, quindi non sappiamo. Per il momento usiamo queste, comunque stiamo facendo tutti una riflessione per cercare di affrontare nella maniera più soddisfacente i bisogni di sostegno che possono essere determinati da questa ripresa della pandemia, per cui non escludo che si trovino altre risorse. Non abbiamo ancora riflettuto se sia necessario uno scostamento di bilancio”.

Cassa integrazione: le novità predisposte in Legge di Bilancio

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Alcune novità sulla Cassa Integrazione sono già state inserite all’interno della Legge di Bilancio, come spiegato dal Ministro del Lavoro Orlando. I principali nuovi punti di intervento saranno:

  • modifica della CIGS che ha un unico massimale di 1.199,72 euro, quindi un aumento di oltre 200 euro per chi ha una retribuzione fino a 2.159,48 euro;
  • CIGS estesa a tutti i settori e riconosciuta a tutte le imprese con più di 15 dipendenti per le causali di riorganizzazione aziendale (anche per realizzare processi di transizione), crisi aziendale e contratto di solidarietà
  • ampliamento dell’ambito di applicazione del FIS, il Fondo di Integrazione Salariale che viene quindi estesa a settori non rientranti nell’ambito di applicazione della cassa Integrazione guadagni ordinaria e che non aderiscono a un Fondo di solidarietà bilaterale.