Jobs Act: niente Articolo 18, introdotto il demansionamento

Scopri le novità riguardo all’articolo 18: tutte le novità dell’articolo 4 degli emendamenti alla Delega sul Lavoro. 

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Un emendamento del Governo apre di fatto la strada al superamento dell’articolo 18, prevedendo anche la possibilità (fino a oggi vietata) di demansionamento del lavoratore. Novità anche per il “controllo a distanza” dei dipendenti.

L’emendamento, che potete leggere a questo indirizzo, estende a tutti i tipi di contratti di assunzione le “tutele crescenti” che in precedenza si applicavano solo alle prime assunzioni. In sostanza, per un certo periodo di tempo (l’ipotesi più gettonata è che si tratti di tre anni) nessun contratto sarà coperto dall’Articolo 18, per cui in caso di licenziamento non giustificato non scatterebbe il reintegro sul posto di lavoro, ma solo un’indennizzo economico proporzionale all’anzianità di servizio.

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Viene introdotta anche la possibilità di “demansionamento”, per cui un’azienda può modificare le mansioni di un dipendente, evenienza a oggi vietata dal Codice Civile. Si legge infatti: “c) revisione della disciplina delle mansioni, contemperando l’interesse dell’impresa all’utile impiego del personale in caso di processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale con l’interesse del lavoratore alla tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita, prevedendo limiti alla modifica dell’inquadramento”.

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Un’altra novità potenzialmente pesante riguarda, alla lettera d) dell’articolo 4 riguarda la possibilità dell’azienda di utilizzare apparecchiature elettroniche o di ripresa per controllare a distanza i dipendenti: d) revisione della disciplina dei controlli a distanza, tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive ed organizzative dell’impresa con la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore.

Ribadita invece l’introduzione di un compenso orario minimo, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale, previa consultazione delle parti sociali comparativamente più rappresentative sul piano sociale.

Durissima la reazione dei Sindacati, che preannunciano mobilitazioni, mentre Confindustria e Confcommercio hanno espresso apprezzamento.