Lavoro: Cig prossima priorità del governo

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
29/09/2022

In attesa dei temuti aumenti del costo dell’energia attesi per il mese di Ottobre, il nuovo governo che si formerà dovrà assolutamente considerare di assistere le imprese con la Cig. Questo in quanto per molte aziende i contatori sono finiti e la cassa straordinaria è aumentata de 29% in circa 8 mesi. Approfondiamo la questione insieme.

Lavoro, Triste

Il governo Draghi è rimasto in carica per gli affari pendenti, concludendo di fatto il suo operato andando ad approvare il decreto Aiuti ter. Con questo infatti è stato possibile introdurre il bonus 150 euro, che sarà di fondamentale aiuto per le famiglie con reddito inferiore ai 20 mila euro. Ma ora l’attenzione va focalizzata sulla imprese, che richiedono l’assoluta apertura di un dossier Cig.

Vediamo insieme come mai e cosa stanno rischiando.

Dossier Cig: perché è importante per il nuovo governo?

Lavoro

Cerchiamo di capire utilizzando alcuni dati perché per il nuovo governo che si andrà ad insediare a breve è molto importante procedere con l’attuazione di un dossier Cig. Il governo Draghi ha tentato fino alla fine di approvarlo, ma ciò non è stato possibile a causa dei tempi stretti e di altre priorità.

I numeri però evidenziano che la caratura del problema è molto vasta e preoccupante: nei primi 8 mesi del 2022 sono infatti circa 400 milioni le ore totali di sussidi concessi. Queste sono suddivise tra Cig e Fis, stimabili in più di 314 mila lavoratori in cassa integrazione a zero ore lavorate.

Lavoro: il settore sta frenando sempre più

Orlando_1200

A peggiorare la situazione vi è la precaria condizione del mercato del lavoro, che stenta a decollare dopo la crisi pandemica e la recente crisi legata all’inflazione e al caro energia. Il responsabile del Lavoro della Lega Claudio Durigon, ha spiegato che:

Ci aspettano mesi difficili e servono strumenti flessibili e non onerosi per le imprese perché dobbiamo mantenere l’occupazione. Siamo in grave ritardo e la riforma Orlando, con le sue rigidità, non riesce a fronteggiare al meglio crisi così importanti di larga fetta del nostro tessuto produttivo-imprenditoriale. Per questo, nella fase attuale di difficoltà, servono ammortizzatori gratuiti per le imprese e strumenti in deroga per salvaguardare famiglie e posti di lavoro.