Lavoro: cosa cambia con il nuovo governo?

Con il nuovo governo in corso di formazione proprio in questi giorni, sono molte le novità che ci aspettano su moltissimi fronti. Uno di questi è senza dubbio quello del lavoro, dove la necessità di intervento è molto elevata. Vediamo in che modo deciderà di intervenire il nuovo governo sul fronte lavoro.

Lavoro, Triste

Ad accendere l’attenzione sul settore del lavoro sono stati i dati di Unioncamere-Anpal, che hanno mostrato che le assunzioni delle imprese nel quarto trimestre sono negative con cali generalizzati anche a doppia cifra in settori core come la manifattura. Proprio per questo motivo il lavoro è in cima alle attenzioni della probabile nuova premier Giorgia Meloni.

Vediamo cosa potrebbe fare i nuovo governo per ravvivare il settore del lavoro.

Lavoro: il mercato è paralizzato

Lavoro

Dai dati Unioncamere-Anpal è emerso che il mercato del lavoro è del tutto paralizzato, questo a causa dell’inflazione e delle conseguenze della guerra in Ucraina. Le imprese sono molto più restie nell’assumere, nonostante il 2022 era stato l’anno della ripresa dallo shock pandemico. Ciò che preoccupa sono però i dati per l’ultimo trimestre 2022.

Sono previsti 1,2 milioni di ingressi, in caduta di circa il 10,4% rispetto al 2021. A pagare lo scotto maggiore sono le imprese del settore manifatturiero con il -28% di ingressi (-36.720 unità); e nel trimestre ottobre-dicembre -26,5 per cento.

Lavoro: si riparte dal Reddito di Cittadinanza?

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Una delle misure più al centro del settore lavoro è il Reddito di Cittadinanza: la misura introdotta dal Movimento 5 Stelle è messa fortemente in discussione dal nuovo governo Meloni, ma con le dovute sistemazioni potrebbe diventare molto importante. L’idea è quella di dare alle imprese un incentivo per le assunzioni degli ex beneficiari del Rdc.

Oltre a questo verranno introdotte delle misure più restrittive per coloro che risultano essere occupabili. Non si potrà più rifiutare due volte una occupazione idonea. In più i fondi per il Reddito dovrebbero essere ridotti di circa un terzo rispetto a quelli di ora.

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