Lavoro: ecco quanta manodopera manca

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
15/11/2022

Il mondo del lavoro in Italia è storicamente complesso e colpito da varie problematiche che lo rendono a suo modo unico. Ad oggi il problema principale che viene riscontrato è quello della mancanza di manodopera: sono mezzo milione i posti di lavoro nel settore che dovrebbero essere coperti. Vediamo le novità nel seguente articolo.

Lavoro, Triste

L’Italia sta vivendo un vero e proprio paradosso, che coinvolge sia il mondo del lavoro che quello dello sbarco e dell’arrivo dei migranti. Da una parte la politica e il nuovo governo stanno attuando delle misure per limitarne l’arrivo, mentre dall’altra il settore del lavoro ha fortemente bisogno di manodopera. Il report a riguardo evidenzia che non vi è alcuna invasione di stranieri che “rubano il posto” agli italiani.

Vediamo nel seguente articolo cosa sta succedendo.

Lavoro: in aumento la richiesta di permessi per lavorare

Lavoro

Le opportunità in Italia, seppur in numero limitato, ci sono e bisogna essere in grado di sfruttarle. Ad oggi infatti il Paese ha fortemente bisogno di manodopera, e l’aumento delle richieste di permessi di soggiorno per lavorare è un buon segnale. Il rapporto sulla situazione lavoro spiega che:

Dopo le chiusure del 2020, nel 2021 tornano a crescere : 274 mila, più del doppio dell’anno precedente. In ripresa, soprattutto, gli ingressi per lavoro, passati da 10 mila a oltre 50 mila e pari al 18,5% dei permessi totali.

Ma ancora non siamo sui livelli ottimali che richiede la nostra economia.

Quali lavori fanno gli italiani?

Lavoro

Vediamo cosa dice il report riguardo ai lavori svolti dagli italiani. Circa il 37,5% degli italiani svolge attività qualificate e tecniche: la percentuale di stranieri che segue questo settore è assai più bassa. Se si guarda l’inverso i lavoratori non qualificati, dice il Rapporto, sono l’8,5% tra gli italiani e il 31,7% tra gli stranieri.

L’incidenza sul Pil aumenta sensibilmente in agricoltura (17,9%), ristorazione (16,9%) ed edilizia (16,3%). Inoltre se si guarda all’imprenditoria, sono il 10% del totale.