Lavoro nero: numeri record nel 2022

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
22/12/2022

Uno dei grandi problemi dell’Italia è il lavoro svolto del tutto o quasi in modo irregolare. Questa problematica affligge sa sempre il nostro tessuto lavorativo, facendo perdere allo Stato milioni di tasse non pagate. Si stima che ad oggi ci siano circa tre milioni di persone che svolgono lavoro in nero o in grigio. Vediamo i dettagli della vicenda insieme.

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In Italia il lavoro sommerso riguarda quasi 3 milioni di persone, pari a un tasso di irregolarità del 12%, di cui un quarto attive nel lavoro domestico. Questo è un enorme problema per le case dello Stato che ogni anno perdono milioni di introito a causa dell’impossibilità di tassare queste entrate. Il problema però è legato al livello dei salari, spesso troppo basso per vivere decentemente.

Lavoro irregolare: quali settori riguarda?

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Iniziamo la nostra analisi sul lavoro irregolare andando a studiare in primis quali sono i settori colpiti da questo fenomeno. Per lavoro sommerso s’intende quello che è completamente invisibile agli occhi del Fisco, in quanto risulta non tassabile e il soggetto con zero reddito. In questo modo si ha la possibilità di accedere a bonus e agevolazioni molto più facilmente.

Per lavoro grigio invece s’intende una via di mezzo tra il nero e il regolare: esiste un contratto regolare di lavoro ma vi sono elementi di irregolarità relativi alle ore lavorate, alla qualificazione (false collaborazioni), alle forme di interposizione non genuine con l’utilizzo di appalti, distacchi e somministrazione in modo non conforme alle regole per ridurre i costi.

I settori più coinvolti sono quelli del lavoro domestico, del commercio e delle attività immobiliari.

Lavoro in nero: come contrastarlo?

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Vediamo ora come è possibile contrastare il lavoro in nero e cercare di rendere le operazioni più sostenibili per lo Stato e per i lavoratori stessi. Uno dei metodi più efficaci è sicuramente quello di aumentare le ispezioni, andando ad aumentare il personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro.

Oltre a ciò si prevede di sperimentare misure di politica attiva per i lavoratori più fragili, al fine di prevenire che vengano attratti dal lavoro irregolare.