Il nuovo bonus per chi rinuncia temporaneamente alla pensione può far aumentare lo stipendio fino a 6.900 euro netti l’anno. Introdotto per incentivare la permanenza al lavoro, il Bonus Giorgetti rappresenta una misura di flessibilità pensionistica alternativa a Quota 103. Ma in cosa consiste realmente, chi può beneficiarne e quali sono gli effetti sulla pensione futura? In questo articolo analizziamo requisiti, vantaggi economici, esempi di calcolo e rischi del bonus, così da fornire una guida chiara e aggiornata per chi sta decidendo se lasciare il lavoro o restare ancora attivo.

Cos’è il bonus Giorgetti e perché si chiama così
Il Bonus Giorgetti, noto anche come Bonus Maroni bis, prende il nome dal ministro dell’Economia che ne ha promosso l’ultima estensione. Introdotto per la prima volta nel 2004, è stato rilanciato nel 2023 e potenziato con la Legge di Bilancio 2025. Il bonus nasce per premiare i lavoratori che, pur avendo maturato i requisiti per Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi), decidono di continuare a lavorare.
Come funziona il bonus per chi non va in pensione
Chi sceglie di non andare in pensione pur potendolo fare, riceve in busta paga una somma pari alla quota dei contributi previdenziali a proprio carico. Si tratta di un 9,19% della retribuzione imponibile che, invece di essere versato all’INPS, viene trattenuto dal lavoratore senza tassazione.
I vantaggi del bonus Giorgetti
- Più soldi in busta paga, ogni mese.
- Nessuna imposizione fiscale sulla quota riconosciuta.
- Accesso riservato a chi ha già raggiunto i requisiti per la pensione anticipata.
Quali sono i requisiti per richiedere il bonus
Il bonus è riservato ai lavoratori dipendenti del settore privato e pubblico che:
- Hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata, come Quota 103;
- Scelgono volontariamente di restare al lavoro;
- Presentano domanda all’INPS, che ha 30 giorni di tempo per valutare la richiesta e comunicare l’esito al datore di lavoro.
Quanto si guadagna in più con il bonus
Secondo i calcoli dell’Ufficio parlamentare di bilancio, un lavoratore con:
- 62 anni di età
- 40.000 euro di reddito lordo annuo
può ottenere fino a 6.900 euro netti all’anno di bonus. Si tratta di un guadagno extra mensile che può rappresentare un’importante motivazione a rimandare il pensionamento.
Esempio pratico:
| Età lavoratore | Reddito annuo lordo | Bonus Giorgetti (netto) |
|---|---|---|
| 62 anni | 40.000 euro | 6.900 euro |
| 64 anni | 40.000 euro | 3.660 euro |
| 66 anni | 40.000 euro | 1.445 euro |
L’importo diminuisce con l’aumentare dell’età, poiché il tempo di permanenza residua nel mondo del lavoro si riduce.
Bonus Giorgetti: vantaggi e svantaggi
Vantaggi
- Aumento immediato dello stipendio netto;
- Zero tasse sull’importo percepito;
- Possibilità di rimanere attivi nel lavoro con maggiore flessibilità.
Svantaggi
- Nessun aumento della pensione futura;
- Riduzione dell’importo dell’assegno previdenziale finale;
- Necessità di valutare attentamente la convenienza nel lungo periodo.
Come fare domanda
Per richiedere il bonus Giorgetti, il lavoratore deve:
- Presentare domanda all’INPS, dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata;
- Attendere l’esito della valutazione, che verrà comunicato entro 30 giorni;
- Una volta accettata, il datore di lavoro inizierà a versare il bonus in busta paga a partire dal mese successivo.
A chi conviene davvero il bonus Giorgetti?
Il bonus conviene soprattutto a chi:
- Ha un reddito medio-alto;
- Non ha urgenza di andare in pensione;
- Desidera aumentare il reddito disponibile nel breve periodo;
- È disposto ad accettare una pensione leggermente più bassa in futuro.
Per chi ha un reddito basso, o ha intenzione di lasciare il lavoro entro breve, la scelta potrebbe risultare meno vantaggiosa.
Un’alternativa alla pensione: valutazioni finali
Il Bonus Giorgetti si inserisce in un quadro di riforma delle pensioni sempre più orientato alla flessibilità. Non si tratta solo di un incentivo economico, ma di una vera e propria strategia per trattenere competenze nel mondo del lavoro, soprattutto in vista della transizione generazionale.
Prima di scegliere, è sempre consigliabile rivolgersi a un consulente previdenziale o a un CAF per simulare l’impatto del bonus sulla propria posizione contributiva e pensione futura.

