Canone Rai 2023 importo verso la riduzione: cosa cambia

Il canone Rai è nuovamente oggetto di discussione, ma a causa della riluttanza della politica, gli abbonati dovranno continuare a pagarlo tramite bolletta nel 2024. Una possibile alternativa è il pagamento basato sull’utenza mobile, ma ciò potrebbe comportare il rischio di costi più elevati per alcune famiglie.

Canone Rai 2023 importo verso la riduzione: cosa cambia

Il canone Rai, spesso detestato dagli italiani, è tornato ad essere oggetto di discussione. Il centro-destra ha sempre criticato questa imposizione, specialmente quando è stato inserito nella bolletta della luce nel 2015.

Attualmente, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha aperto all’ipotesi di eliminarlo dalla bolletta, seguendo la richiesta dell’Unione Europea, che lo considera parte degli “oneri impropri” sulla bolletta elettrica. Nonostante ciò, l’Europa non considera l’eliminazione una priorità.

Canone Rai: continua il pagamento per gli abbonati

Canone Rai 2023 importo verso la riduzione: cosa cambia

A causa della riluttanza della politica ad eliminare il canone Rai dalla bolletta, gli abbonati coattivi alla tv di stato dovranno continuare a pagare l’importo di 90 euro annui anche nel 2024.

Nonostante gli aumenti dell’inflazione, non è stata effettuata una revisione al rialzo, nonostante la richiesta dei vertici aziendali. L’eliminazione del canone dalla bolletta era stata una promessa elettorale del centro-destra, ma il ministro Giorgetti sta cercando una soluzione di compromesso all’interno del governo.

Trasferimento del costo agli abbonati

Una delle ipotesi in considerazione per cambiare il sistema è trasferire il costo degli investimenti per la capacità trasmissiva dai contribuenti agli abbonati. Questo potrebbe portare a un passaggio di tasse senza una reale riduzione del carico fiscale complessivo.

Un’alternativa: il pagamento basato sull’utenza mobile

Un’alternativa allo studio è basare il pagamento del canone Rai sul possesso di un’utenza mobile, come uno smartphone, invece che su un apparecchio radio-televisivo. Questo potrebbe coinvolgere un numero molto maggiore di utenti, essendo le utenze telefoniche attive circa cinque volte superiori ai pagatori del canone attuali (21 milioni contro 107 milioni).

Tuttavia, tale cambiamento potrebbe comportare il rischio che alcune famiglie finiscano per pagare più di quanto paghino attualmente. Per evitare ciò, il governo sta considerando l’introduzione di una clausola di salvaguardia per limitare gli importi e garantire che nessuna famiglia paghi più di quanto già paghi con il sistema attuale.

Complessità burocratica

L’introduzione di nuovi criteri di pagamento potrebbe portare a una complessità burocratica nel calcolare gli importi per ogni unità familiare, rendendo la questione ancora più complicata da gestire.

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