Consulente editoriale: cos’è e cosa fa

La figura del consulente editoriale nel mondo di oggi. Ruolo, interlocutori principali e competenze richieste. Analizziamo nel profondo di cosa si occupa questa professione e le varie fasi di progettazione che la riguardano direttamente.

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Il consulente editoriale è una figura professionale eclettica e trasversale. Da un lato aiuta le aziende, le associazioni e le istituzioni a sviluppare soluzioni editoriali (su supporto cartaceo o elettronico) in grado di raggiungere il target di riferimento nella maniera più efficace ed efficiente possibile.

Dall’altro coordina la parte produttiva (creativi, grafici, stampatori e webmaster), garantendo al cliente il rispetto della tempistica e degli standard qualitativi.

Analizziamo più da vicino questa figura professionale.

Il consulente editoriale: di cosa si tratta?

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Nel mondo di oggi, per un consulente editoriale è necessario conoscere le tecniche di comunicazione e di marketing, le problematiche produttive dei prodotti cartacei, ma anche le nuove opportunità offerte da Internet e dalla stampa digitale.


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I suoi principali “interlocutori a monte” sono: i direttori marketing, gli amministratori delegati delle Pmi, i responsabili della comunicazione, i dirigenti degli enti istituzionali o delle associazioni di categoria.

Nella fase preliminare del progetto è opportuno aiutare il cliente a focalizzare il target di riferimento e a puntualizzare le varie fasi necessarie a dar vita al prodotto richiesto. Frequentemente, vengono infatti sottostimati gli investimenti necessari ad intraprendere un’avventura editoriale.

Soprattutto nel caso di newsletter periodiche o magazine si pianifica solo la fase dell’avviamento e non ci si preoccupa della diffusione e della gestione operativa nel medio-lungo periodo dell’iniziativa editoriale. Con l’errore tipico di prevedere, a livello di cash flow, che le entrate pubblicitarie finanzino, sin dai primi numeri, il progetto.

Il secondo passo richiede la definizione dei contenuti e delle caratteristiche tecniche (formato, numero dei colori, foliazione, eventuale edizione elettronica, ecc.).

Consulente editoriale: le competenze richieste

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Nella definizione dei contenuti il consulente editoriale dovrà far valere le sue competenze di content editor e di business writer.

Bisogna inoltre aiutare il cliente a stendere un brief coerente da sottoporre al grafic designer incaricato di sviluppare il progetto grafico. A questo proposito è importante che il consulente editoriale abbia un rapporto di fiducia con almeno un valido creativo da impiegare tutte le volte che il cliente richiede un “servizio chiavi in mano”.


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In questa fase progettuale al consulente sono richieste: creatività, capacità di coinvolgere e motivare i grafici, competenza nella gestione degli spazi, scelta di soluzioni che non complichino la gestione ordinaria dei periodici.

Gli “interlocutori a valle“, pertanto, sono: il creativo che sviluppa il progetto grafico, il grafico impaginatore con il quale realizzare le proposte da presentare al cliente, lo stampatore che deve garantire il rispetto degli standard qualitativi e della tempistica o il web master nel caso di newsletter o brochure online.

Il consulente editoriale deve avvalersi di tutte le tecniche di comunicazione che conosce anche nel dialogo con gli operatori incaricati della fase produttiva. I grafici richiedono infatti al consulente una competenza tecnica e vanno coordinati con una certa padronanza dei prodotti editoriali che si stanno costruendo.

Solo avendo la capacità di prevedere i problemi operativi che ogni soluzione grafica comporta si può raggiungere un valido risultato finale.

Consulente editoriale: alcuni consigli

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Solo se il prodotto editoriale acquista una personalità propria potrà aspirare al successo. A tale scopo è importante cogliere i feedback dei lettori per effettuare gli aggiustamenti necessari a centrare in pieno l’obiettivo.

Nell’interagire con gli abbonati bisogna prescindere dai propri gusti, dalle proprie passioni e dalle proprie convinzioni, per cercare di capire, a mente vuota, cosa il lettore si aspetta di trovare in quelle pagine, o in quel sito Internet.

La filosofia, il linguaggio e l’impaginazione devono però soddisfare anche l’editore. E qui sta la parte più difficile.

L’abile consulente cerca di ritagliarsi un’autonomia operativa nei confronti del proprio cliente. Questo presuppone sì una maggior responsabilità, ma permette di evitare quelle situazioni in cui un’iniziativa naufraga per le ingerenze (magari poco opportune) dell’editore, il quale spesso ha la presunzione di essere un valido comunicatore.

Perché, purtroppo, come nel caso dell’allenatore della nazionale di calcio, anche nella grafica e nell’editoria tutti pensano di avere voce in capitolo.

 

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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