Fusione aziendale: un rimedio contro la crisi

L’azienda per sopravvivere ha bisogno di maggiori dimensioni, per questo ultimamente tendono, per sopravvivere alle strette della crisi,  a stringersi in rete sfruttando agevolazioni e la condivisione di know-how oltre che di capitali.

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Il periodo difficile che stanno vivendo le nostre imprese si è trasformato all’improvviso in una grande opportunità da sfruttare per crescere. L’unione fa la forza dice il proverbio, e in questo caso è dimostrato che i vantaggi derivanti dalle fusioni sono numerosi a partire dalla maggior forza nel mercato.

Sono numerose le aziende italiane che durante l’anno hanno fatto fronte ad acquisizioni. Da entrambe le parti si sono registrati vantaggi, sia per gli acquirenti che per “chi si è fatto comprare”.

Fusione: quali settori sono coinvolti?

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Sono in particolare i settori della Meccanica, del packaging, della domotica, dell’information technology, della logistica, della comunicazione e del software ad aver visto un incremento di tali pratiche, ma con essi anche gli studi professionali.


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In queste ultime settimane dell’anno le azioni di compravendita si sono moltiplicate, fino a raggiungere 20 operazioni in pochi giorni. Le imprese rilevate sono perlopiù estere, al fine di estendere il business in nuovi mercati, altre aziende sono rimaste “in casa”, acquisendo competitor o aziende complementari in modo tale da poter estendere la varietà dell’offerta.

Tra le più appetibili vi sono le imprese piccole e altamente innovative, che possono apportare prezioso know-how ad elevata specializzazione. Le grandi aziende spesso possono trarre enormi vantaggi dalle piccole realtà come le giovani start-up potenziando le conoscenze tecniche che potrebbero essere carenti all’interno dell’azienda acquirente.

Fusione aziendale: vantaggi e necessità

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Ciò che spinge però i responsabili d’azienda ad investire in acquisizioni e fusioni è la necessità di rimanere competitivi aumentando la dimensione aziendale. Ciò accade su scale molto grandi, dove “big player” con budget elevati riescono a fare man bassa di piccole imprese locali, ma accade sempre più anche a livello territoriale con aziende di dimensioni importanti ma non così elevate. La pratica delle fusioni sembra essere l’unico appiglio per rimanere in vita e poter giocare d’anticipo in previsione della fine della recessione e d’altro canto una possibilità di “rendita” per le imprese neo nate che cercano investitori.


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Camilla
  • Scrittore e Blogger
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