La diplomazia italiana va in Rete

Una enorme ragnatela telematica in banda larga collegherà infatti tutte le sedi diplomatiche e gli uffici pubblici italiani sparsi nei cinque continenti. Ad annunciare l’avvio della realizzazione di una grande infrastruttura telematica globale, destinata non solo alla trasmissione dati ma anche alla fonia (voice Ip), è stato Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, alla Quinta Conferenza degli Ambasciatori d’Italia nel Mondo, alla Farnesina.

“Entro il prossimo novembre ci sarà l’aggiudicazione e la stipula del contratto quadro, mentre l’avvio operativo della Rete internazionale della PA italiana è previsto entro l’aprile 2005”, ha detto Stanca, ricordando che “il progetto è stato già approvato dal Comitato dei Ministri per la Società dell’Informazione che lo ha finanziato con 45 milioni di euro. I costi dei primi due anni saranno a carico del CNIPA, il Centro nazionale per l’informatica”.

In particolare, ha spiegato il ministro, “ben 510 sedi in 131 Paesi saranno collegate attraverso questa infrastruttura di rete sicura a larga banda consentendo lo sviluppo di specifici progetti informatici a carattere internazionale”. Un progetto che si inserisce in una più ampia strategia del Governo italiano finalizzata a fare come il voto degli italiani all’estero, l’anagrafe consolare, il progetto dei visti. A beneficiare della connessione dati e fonia, ma anche della videoconferenza, saranno le sedi diplomatiche, ossia ambasciate e consolati, come pure gli istituti italiani di cultura, gli uffici ICE, ENIT e le Camere di Commercio, che così potranno dialogare non solo con l’Italia ma anche tra di loro, con enormi vantaggi.

Con questo progetto sarà possibile non solo conseguire maggior rapidità ed efficienza nelle relazioni, ma anche razionalizzare gli oneri delle amministrazioni con evidenti risparmi; ad esempio è stata valutata nel 30% l’economia sulla spesa corrente ottenibile attraverso una gestione centralizzata dell’approvvigionamento.
delle tecnologie dell’informazione e comunicazione uno degli strumenti di politica estera.

Tra le diverse azioni in corso da parte del ministero per l’Innovazione e le Tecnologie e attuate in stretta collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, c’è l’Iniziativa e-Government per lo Sviluppo, che vede l’Italia impegnata in 18 progetti in 12 Paesi (Albania, Algeria, Bolivia, area dei Carabi, Giordania, Honduras, Iraq, Macedonia, Mozambico, Nigeria, Panama, Uruguay) in concorso con l’ONU, la Banca InterAmericana per lo Sviluppo, la Banca Mondiale e la collegata Gateway Foundation, per proporre nei Paesi in Via di Sviluppo una strategia innovativa di cooperazione internazionale in grado di favorire efficienza e trasparenza nella gestione pubblica, stimolando il “buon governo” e riforme che migliorino le realtà sociali ed economiche locali.