Inbound Marketing: cos’è e i vantaggi

Con l’importanza che rappresenta oggi la Rete in ottica di relazioni, l’attività commerciale delle imprese si è necessariamente dovuta spostare dall’offline all’online. Sono così nate strategie di business innovative: tra queste spicca l’Inbound Marketing.

Digital marketing concept vector illustration.

Se fino a qualche anno fa l’attività commerciale delle aziende si svolgeva prevalentemente fuori dalle mura aziendali (potremmo usare il termine inglese outbound), oggi non è più solo così.

Alla formula del classico agente che fa capolino di azienda in azienda o di casa in casa presentando i prodotti si aggiunge oggi la formula dell’Inbound Marketing, che mira ad attirare clienti online tramite contenuti ed esperienze “su misura” per poi farli diventare veri e propri promotori del brand.

Vediamo più da vicino di cosa si tratta.

Con la Rete nuove forme di comunicazione

Viral content concept vector illustration


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Lo schema del gioco si è spostato dall’esterno verso l’interno, con la crescente importanza che ha acquisito la Rete e le sue arene comunicative, specialmente i social network.

In Internet le persone sono più stimolate a cercare il marchio e a confrontarlo con altri, e virtualmente sono già “col denaro pronto”. Chi accende il pc, si connette e cerca informazioni significa che ha già un grado di interesse per il prodotto ed è dunque un cliente ipotetico, un target che fa gola e che non può essere mancato.

È così che ha iniziato a diffondersi il cosiddetto Inbound Marketing, un insieme di strategie di business focalizzate sul “farsi trovare” da soggetti interessati al nostro prodotto o servizio, attirandoli verso il brand tramite contenuti ed esperienze “create su misura” e facendoli diventare prima clienti e poi promotori.

Inbound Marketing: come avere successo

Online tech talks concept vector illustration

Per riuscire a trarre vantaggio dall’Inbound Marketing occorre mettere in campo buone strategie comunicative online, curando in particolar modo il Seo (ovvero mettere in campo tutte quelle tecniche che permettono di farci trovare facilmente dai motori di ricerca e farci posizionare ai primi posti). Ma non basta.

Occorre occupare attivamente i social network, con una presenza che sia vivace e animata al fine di creare coinvolgimento e alimentare il bassa parola, l’ormai detto buzzing.

Il marchio si costruisce ricorrendo a tutti questi strumenti e aggiungendo la capacità di emozionare il cliente. Come? Le maniere sono sterminate, si va dal viral marketing ai gadget, dal gaming alla creazione di eventi ad hoc, e così via.


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Un po’ come avviene col topo: è più facile avvicinarlo con del formaggio che dargli la caccia ovunque. Meglio quindi attirare cospargendo la Rete di segnali efficaci della nostra presenza. E ancora meglio sarebbe far sì che siano gli altri a diffondere la nostra marca attraverso link, commenti e recensioni. Si eviterà così l’invasività, si risparmierà denaro e si avranno risultati maggiori.

Luca Paolucci
Laurea in Economia e Management
Laureando in Management Internazionale
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