ISEE corrente 2021, nuovo modello DSU: come funziona e cosa cambia

Il Ministero del Lavoro ha aggiornato il modello per la Dichiarazione Sostitutiva Unica necessario per richiedere l’ISEE corrente 2021. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il decreto direttoriale n. 314/2021 e quali modifiche apporta all’ordinamento.

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È stato aggiornato il modello per la Dichiarazione Sostitutiva Unica indispendabile per richiedere l’ISEE corrente 2021.

Il Ministero del Lavoro, infatti, tramite il decreto direttoriale n. 314 del 7 settembre 2021 ha fornito le nuove istruzioni sulla modulistica della DSU, che è entrata già in vigore in data 9 settembre.

Vediamo più da vicino cosa cambia con il decreto n. 314.

Nuovo modello per la DSU: cosa cambia

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Il Ministero del Lavoro ha pubblicato in data 7 settembre 2021 il decreto direttoriale n. 314, tramite cui ha aggiornato la nuova modulistica DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) necessaria per poter richiedere l’ISEE corrente 2021.

Quest’ultimo, a differenza dell’ISEE ordinario che fa riferimento alla situazione economica relativa a due anni prima della DSU, prende in considerazione i redditi e i patrimoni degli ultimi 12 mesi e può essere presentato in caso di variazioni patrimoniali del 20% avvenute durante il medesimo arco temporale.


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ISEE corrente 2021: quando serve

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Di seguito riportiamo l’elenco dei casi in cui si può richiedere l’ISEE corrente:

  • in caso di variazione della situazione patrimoniale complessiva del nucleo familiare superiore del 20% rispetto alla situazione patrimoniale individuata dall’ISEE ordinario;
  • in caso di variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare superiore del 25% rispetto alla situazione reddituale individuale dell’ISEE ordinario;
  • nel caso in cui un componente del nucleo familiare abbia iniziato una propria attività come lavoratore autonomo durante il periodo di validità di un ISEE corrente;
  • quando il contribuente membro del nucleo familiare trova lavoro dipendente a tempo indeterminato;
  • lavoratore dipendente a tempo indeterminato in caso di risoluzione del rapporto di lavoro o di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa;
  • se si verifica un’interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • qualora, durante il periodo di validità di un ISEE corrente, inizia la fruizione di trattamenti previdenziali, assistenziali indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fini IRPEF.

 

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureando in Management Internazionale
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
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