Naspi 2022: spetta anche in caso di dimissioni volontarie?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura

La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione a cui possono accedere quei lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perduto involontariamente l’occupazione. Tuttavia, esistono dei casi in cui si può accedere alla NASpI anche in caso di dimissioni volontarie. Vediamo insieme quando.

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Secondo quanto previsto dall’INPS, la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è un’indennità mensile di disoccupazione che spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che hanno perso involontariamente l’occupazione.

Secondo quanto previsto dalle condizioni per accedere alla Naspi, quest’ultima non spetta ai lavoratori che danno le dimissioni volontarie, salvo alcune eccezioni. Vediamo insieme quali.

NASpI 2022 e dimissioni volontarie: le eccezioni

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Per quanto riguarda le dimissioni per giusta causa, quest’ultime non rientrano tra i casi per cui si può accedere alla Naspi. Eppure, un principio dichiarato dall’Inps prevede che:

qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che implicano la condizione d’improseguibilità del rapporto di lavoro.

si ha comunque diritto all’indennità di disoccupazione. Tuttavia, è necessario seguire un’apposita procedura senza la quale non si può accedere alla Naspi.

Possono accedere alla Naspi le lavoratrici che rassegnano le dimissioni durante il periodo di maternità, ossia quello che va dal trecentesimo giorno precedente alla data presunta del parto al compimento del primo anno di vita del figlio. In questo caso è necessario presentare richiesta all’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Inoltre, la Naspi spetta nel caso in cui ci sia contemporaneamente la volontà del dipendente e del datore di lavoro a non continuare il rapporto di lavoro.

Infine, i lavoratori possono beneficiare dell’indennità di disoccupazione in caso di riassunzione e di successiva perdita involontaria del lavoro, in seguito alle dimissioni volontarie, poiché si procede comunque di quattro anni indietro. Infatti, la Naspi spetta quando:

  • negli ultimi 4 anni ci siano almeno 13 settimane contributive;
  • nell’ultimo anno ci siano almeno 30 giorni di lavoro effettivo nell’ultimo anno (fino al 31 dicembre 2021 questo requisito non viene considerato).