La pubblicità si sposta su Internet: pagamenti connessi ai risultati

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale

Negli ultimi anni la pubblicità ha cambiato contenitore spostandosi sempre di più verso Internet. Promozioni via e-mail, comparazioni dei prezzi, annunci, visualizzazioni e click sono solo alcune delle strategie principali del cosiddetto “performance marketing”.

La pubblicità si sposta su Internet: paghi in base ai risultati

La pubblicità si sposta su Internet e dà vita a nuovi approcci. Il fenomeno si sta registrando sempre più negli ultimi 10 anni, periodo durante il quale la pubblicità tradizionale, su TV, giornali e cartellonistica in generale, sta lasciando il posto a quella su Internet, dando vita alla cosiddetta pubblicità on-line.

Promozioni via e-mail, annunci, comparazioni di prezzi e couponing sono solo alcune delle strategie che le aziende possono adottare nella nuova frontiera del performance marketing. Vediamo più nel dettaglio di cosa si tratta.

Pubblicità sul Web: esplode il performance marketing

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La pubblicità si sposta su Internet e nelle sue nuove forme l’inserzionista paga in base ai risultati ottenuti, che siano questi vendite oppure semplicemente click e visualizzazioni.

Tale approccio è ormai noto come performance marketing, un fenomeno che in diversi paesi europei sta sviluppando risultati incoraggianti.

Si pensi ad esempio al Regno Unito, dove il mercato del performance marketing ha raggiunto gli 814 milioni di sterline (pari a 944 milioni di euro), generando vendite per 9 miliardi di sterline (10,4 miliardi di euro circa), circa 70 milioni di contatti e oltre 100 milioni di transazioni mobile.

Un altro paese che sta traendo grossi benefici è la Francia, dove gli investimenti ammontano a 327 milioni di euro e le vendite prodotte sono pari a 2,8 miliardi di euro.

Performance marketing: obiettivi e vantaggi

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Ma quali sono gli obiettivi del performance marketing? Indubbiamente lo scopo di chi fa pubblicità è quello di avere un ritorno di business.

Le diverse forme di comunicazione che rientrano nel performance marketing, pertanto, mirano a generare conversioni, ovvero atti tangibili degli utenti che entrano nel sito dell’inserzionista per compiere azioni di rilievo, che siano invio di e-mail, compilazioni di una scheda, chiamate ma soprattutto e-commerce (acquisti online).

Il vantaggio principale di questa tipologia di approccio è determinato dal fatto che l’investimento è subordinato al raggiungimento di risultati misurabili (vendite, click, visualizzazioni e così via) e dalla possibilità di segmentare le clientela e mostrare messaggi molto mirati.

A tal proposito, Michele Marzan, consigliere di IAB Italia, spiega:

“Un aspetto che in Italia è in espansione è la cosiddetta lead generation, cioè la creazione di contatti con i potenziali clienti, che nel nostro Paese è ancora poco sfruttata.”

Il performance marketing in Italia

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In Italia, il performance marketing sta cominciando ad addentrarsi nelle strategie delle imprese.

Aziende come Vodafone, Ing Direct e Zurich Connect, hanno totalizzato 77 milioni di euro di investimenti nel 2012, pari al 6% della spesa pubblicitaria sul Web, raggiungendo lo scorso anno la cifra di 1,2 miliardi di euro, prevista in crescita del 10% nell’anno in corso.

In particolare, nell’ambito delle telecomunicazioni, i grandi investitori si stanno muovendo per integrare il performance marketing con il mondo mobile, considerato che proprio in Italia, da una ricerca condotta da Tradedoubler, società svedese che si occupa di digital marketing, già il 43% dei rispondenti afferma che il mobile ha cambiato il proprio modo di fare shopping online.

In Italia, le aziende che da prima hanno deciso di investire nel mondo del performance marketing sono Ing Direct Italy e Zurich Connect. Giulia Cerquetti, E-commerce & Online Marketing Manager di Zurich, spiega:

“Siamo passati a parlare a un pubblico molto specifico e focalizzato usando le tecniche del performance marketing per targettizzare il più possibile le campagne, innanzitutto geograficamente; vorremmo però spingerci più in là, capendo quali altre informazioni, oltre a quelle socio-demografiche, è possibile usare per segmentare ancora di più.”

Alla luce di tutto questo, appare sempre più importante per le aziende sfruttare tale fenomeno, rivedendo di conseguenza il budget destinato alle attività di marketing e pubblicità.