Superbonus 110: chi penalizzerà la riforma del governo Meloni

Tra le priorità del governo Meloni rientra anche la riforma del Superbonus 110, la cui aliquota potrebbe essere dimezzata. Ma chi avvantaggerà e chi penalizzerà questa variazione del credito d’imposta? Vediamo insieme nel dettaglio.

Edilizia

Secondo alcune indiscrezioni provenienti da fonti interne a Fratelli d’Italia, il nuovo governo Meloni procederà con la riforma del Superbonus 110 nei prossimi mesi.

Probabilmente, il nuovo esecutivo procederà con la proroga dell’agevolazione con un credito d’imposta dimezzato ma a lungo termine oppure potrebbe essere diversificata in base al reddito del beneficiario o al tipo di immobile oggetto dei lavori.

Vediamo insieme chi sarà avvantaggiato e chi invece penalizzato dalla riforma del Superbonus 110.

Superbonus 110: vantaggi e svantaggi della riforma

Edilizia

Abbassare l’aliquota del Superbonus, significa salvaguardare i diritti di chi ha già avviato i lavori, mentre per chi non ha ancora cominciato l’aliquota sarebbe più bassa. Ciò quindi comporterebbe che recuperando meno di quanto speso, chi avvierà i lavori in futuro si troverà con meno soldi in tasca.

Secondo questa riforma, si rischia di favorire chi ha più soldi. Infatti, come specificato dal Corriere della Sera, diminuire le aliquote non avrebbe alcun impatto su chi ha un reddito elevato mentre, di contro, porterebbe i meno abbienti a rinunciare alla misura.

Superbonus: la proposta di FdI

reddito di cittadinanza

Tra le priorità del nuovo governo Meloni rientra il riordino dei bonus edilizi, in particolar modo del Superbonus 110%. Sembrerebbe che Fratelli d’Italia stia valutando di mantenere il maxi sconto ma in una versione più contenuta, con un credito d’imposta del 60-70% garantita però a lungo termine, o potrebbe essere diversificata in base al reddito del beneficiario o al tipo di immobile oggetto dei lavori, più alta in caso di prima casa (non di lusso), più bassa per la seconda.

Tuttavia, saranno comunque tutelate le situazioni aperte, per evitare di pregiudicare famiglie e imprese già impegnate.

Lascia un commento