Il Decreto Legge n. 95/2025 introduce un’importante proroga del Superbonus 110%, ma non per tutti. Il beneficio è stato esteso fino al 31 dicembre 2026 esclusivamente per gli immobili danneggiati dal sisma del 2016 situati nei comuni del cratere sismico di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Una misura attesa, che conferma la volontà dello Stato di sostenere la ricostruzione post-terremoto con strumenti fiscali ad alta intensità di incentivo. Vediamo nel dettaglio quali sono le condizioni, le limitazioni e le opportunità offerte da questa proroga, utile per famiglie, tecnici e imprese impegnati nella rinascita dei territori colpiti.

Superbonus 110% prorogato al 2026: cosa prevede il nuovo decreto
Con il Decreto Legge n. 95/2025, il Governo ha ufficializzato l’estensione del Superbonus al 110% per un gruppo ristretto di beneficiari: i proprietari di immobili danneggiati dagli eventi sismici avvenuti a partire dal 24 agosto 2016.
L’agevolazione si applica solo nei comuni dichiarati in stato di emergenza situati in:
- Abruzzo
- Lazio
- Marche
- Umbria
La proroga si riferisce alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2026, con una condizione essenziale: la richiesta di contributo per la ricostruzione deve essere presentata a partire dal 30 marzo 2024.
Chi può accedere alla proroga
Soggetti beneficiari e requisiti fondamentali
La proroga al 2026 del Superbonus 110% riguarda:
- Immobili danneggiati dal sisma 2016
- Situati nei comuni del cratere sismico
- Con richiesta di contributo per la ricostruzione presentata dal 30 marzo 2024
Il Superbonus copre solo l’importo eccedente il contributo pubblico per la ricostruzione, cioè le spese non coperte dai fondi emergenziali.
Non si tratta dunque di un bonus aggiuntivo, ma di un incentivo fiscale complementare, finalizzato a favorire l’efficienza energetica e l’adeguamento sismico degli edifici già coinvolti nei processi di ricostruzione.
Deroga allo stop dello sconto in fattura
Uno degli aspetti più rilevanti è la conferma della deroga al blocco dello sconto in fattura. Mentre per la maggior parte degli interventi edilizi questa modalità è ormai limitata o esclusa, nei comuni terremotati resta valida, a patto di rispettare il limite di spesa complessivo di 400 milioni di euro.
Come funziona la deroga
In pratica:
- I beneficiari potranno ancora cedere il credito o ottenere lo sconto in fattura
- Il meccanismo sarà attivo fino all’esaurimento del plafond nazionale
- I lavori devono essere coerenti con quelli previsti nei piani di ricostruzione
Questo rappresenta un’opportunità concreta per i cittadini e le imprese coinvolte, che potranno evitare anticipazioni di spesa e facilitare l’avvio dei cantieri.
Perché la proroga è strategica per la ricostruzione
Con questa misura, il Governo riconosce che la ricostruzione post-sisma non è ancora completata. In molte aree, i cantieri sono ancora fermi o in fase progettuale, anche a causa di:
- Iter burocratici lunghi
- Difficoltà di accesso ai contributi
- Aumenti dei costi dei materiali
- Carenza di manodopera e tecnici
Il Superbonus 110%, anche se limitato nel tempo e nel perimetro, rappresenta un volano importante per accelerare gli interventi, garantendo standard elevati di sicurezza sismica ed efficienza energetica.
Cosa cambia rispetto alla normativa precedente
Rispetto al quadro precedente, le novità principali sono:
- Estensione al 2026 del 110% solo per immobili danneggiati dal sisma
- Richiesta contributo post 30 marzo 2024 come condizione vincolante
- Deroga mantenuta per lo sconto in fattura e la cessione del credito
- Applicabilità solo per le spese eccedenti il contributo pubblico
Attenzione ai tempi e ai documenti
I beneficiari dovranno:
- Verificare l’inclusione del proprio comune nello stato di emergenza
- Presentare richiesta di contributo secondo le nuove date
- Coordinarsi con tecnici abilitati per il calcolo preciso delle spese ammissibili
Come beneficiare del Superbonus 110% prorogato
Per accedere al beneficio nel 2026, sarà necessario:
- Essere proprietari di un immobile danneggiato
- Presentare richiesta di contributo per la ricostruzione dopo il 30 marzo 2024
- Sostenere spese documentate non coperte dal contributo pubblico
- Inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità previste
- Utilizzare eventualmente lo sconto in fattura, entro il plafond nazionale disponibile
Il tetto massimo di spesa e il monitoraggio del plafond
L’intera misura è limitata a un budget complessivo di 400 milioni di euro. Il Governo potrà monitorare e sospendere l’accesso al meccanismo dello sconto in fattura una volta raggiunto il limite.
H3 – Serve tempestività
Per questa ragione, è fondamentale muoversi rapidamente e coordinarsi con i professionisti per non perdere l’occasione di accedere all’agevolazione entro i termini.
Un’occasione per la ricostruzione sostenibile
Il Superbonus 110% ha già avuto un impatto significativo sulla riqualificazione del patrimonio edilizio. In questo caso specifico, si trasforma in uno strumento di giustizia territoriale, per sostenere famiglie e comunità che da anni attendono la possibilità di ricostruire in sicurezza e con dignità.
Con questa proroga mirata, lo Stato conferma il proprio impegno nei confronti dei territori colpiti da calamità naturali, offrendo supporto economico e opportunità di ripartenza concreta.

