Accertamento di pensionati in vita all’estero: l’INPS alla caccia dei furbetti

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha avviato una procedura di accertamento dell’esistenza in vita dei pensionati italiani residenti all’estero.

Questa iniziativa mira a garantire l’erogazione delle pensioni ai legittimi beneficiari e prevenire frodi. La verifica si concretizza nell’invio di un modulo di accertamento da parte dell’INPS, che il pensionato è tenuto a compilare e restituire entro un termine di 120 giorni, allegando una copia del documento di identità.

Questa campagna di controllo annuale, condotta in collaborazione con Citibank, l’istituto bancario incaricato del pagamento delle pensioni all’estero per conto dell’INPS, si articola in due fasi e copre tutte le regioni del mondo, con specifiche tempistiche a seconda dell’area geografica di residenza del pensionato.

Alla ricerca di pensionati vivi all’estero

In aggiunta, è richiesta una certificazione di vita, che può essere rilasciata dalle autorità locali o attestata da un funzionario consolare italiano, come ulteriore prova dell’esistenza in vita del pensionato. La procedura prevede, inoltre, la controfirma di un testimone accettabile, che confermi l’effettiva esistenza in vita del pensionato. In caso di perdita o mancata ricezione del modulo, è possibile richiederne una copia direttamente a Citibank.

L’INPS si impegna in questa operazione non solo per tutelare le risorse pubbliche ma anche per assicurare che i diritti dei pensionati siano rispettati, evitando interruzioni indebite nel pagamento delle prestazioni previdenziali.