La gestione delle cartelle esattoriali in Italia è un tema caldo che continua a suscitare dibattiti, specialmente a causa dei clamorosi ritardi con cui i pagamenti vengono effettuati.

Un recente rapporto di verifica dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia delle Entrate Riscossione ha evidenziato come il sistema di riscossione italiano stia affrontando una serie di sfide significative. Vediamo nel dettaglio i punti critici emersi dal rapporto.
Cinque anni per l’incasso delle cartelle
Secondo il rapporto, il tempo medio di recupero di un credito affidato nel 2023 è stato di circa 5,1 anni, in linea con il dato del 2022, ma leggermente migliorato rispetto ai 6 anni del 2021. Questo indicatore viene misurato dalla differenza tra l’anno di affidamento e l’anno 2023, ponderando in base al peso dell’importo riscosso per ciascuna annualità di affidamento del carico.
Un’analisi dettagliata per anno di affidamento ha mostrato che le cartelle esattoriali più datate tendono a essere riscosse con minore efficacia. Ad esempio, i carichi affidati fino al 2018 hanno visto una percentuale di recupero tra il 18% e il 9%, con un drastico calo per i carichi del 2017, che hanno registrato un recupero del 5,6%.
Riscossione volontaria in calo

Un altro dato preoccupante riguarda il tasso di riscossione volontaria, ossia la percentuale di pagamenti effettuati spontaneamente entro 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento o dalla richiesta di rateazione. Nel 2023, questo tasso è sceso al 16,82%, in diminuzione rispetto al 23,68% del 2022. Negli anni precedenti, i valori erano stati 14,05% nel 2021 e 17,26% nel 2020.
Sovraccarico Di Cartelle Nel 2023
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha dovuto affrontare un sovraccarico significativo di cartelle nel 2023, dovuto principalmente alla ripresa delle attività di riscossione sospese durante la pandemia di Covid-19. A partire da settembre 2021, l’agenzia ha iniziato a notificare non solo le cartelle sospese, ma anche le nuove cartelle relative ai ruoli affidati dagli enti creditori.
Questo ha portato a un aumento del volume di atti notificati, con 22,7 milioni di cartelle notificate nel 2023, rispetto ai 20,4 milioni del 2022. Questo aumento di carichi ha reso ancora più complicato il processo di riscossione.
Analisi delle fasce di debito
L’analisi dei dati della riscossione per fasce di debito ha mostrato alcuni trend interessanti:
- Per i debiti compresi tra 10.001 e 50.000 euro, la percentuale di recupero è aumentata dal 17,7% al 18,2%.
- Per i debiti fino a 100.000 euro, il recupero è passato dal 10,6% all’11,4%.
- Per i debiti superiori ai 100.000 euro, la percentuale di recupero è leggermente diminuita dal 58,5% al 57,5%.
Il sistema di riscossione delle cartelle esattoriali in Italia continua a mostrare segnali di inefficienza, con tempi di recupero molto lunghi e un tasso di riscossione volontaria in calo. Il sovraccarico di cartelle dovuto alla ripresa post-pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione.
Per migliorare l’efficienza del sistema, sarebbe necessario implementare misure più efficaci di recupero dei crediti e incentivare i pagamenti volontari, magari attraverso nuove sanatorie o agevolazioni che rendano più conveniente per i contribuenti saldare i propri debiti in tempi più rapidi.

