ANCE, Superbonus 110%: serve una proroga fino al 2023

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
21/08/2021

Il Superbonus 110% è sicuramente il pacchetto di agevolazioni che più ha spopolato da un anno a questa parte. Le domande sono state moltissime, tant’è che una proroga sembra essere quasi necessaria: capiamo insieme il perchè e i possibili scenari.

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Le domande per ottenere l’agevolazione del Superbonus 110% sono state moltissime, ma visti i lunghi iter burocratici che contraddistinguono le pratiche per l’inizio dei lavori c’è il rischio che molte di queste finiscano per impantanarsi. Ecco perchè la proroga anche per il 2023 diventa imperativa.

L’allarme è stato lanciato dall’ANCE, associazione che rappresenta i costrutturi edili, che avendo presentato un bilancio sull’incentivo ad oggi in vigore fino al 30 giugno 2022 si è resa conto delle possibili problematiche.

Superbonus 110%: vengono presentate sempre più domande

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I dati inerenti le domande presentate mostrano come il Superbonus abbia avuto un ottimo mercato: gli interventi posti in essere sono stati circa 25 mila, per un valore totale di 3,5 miliardi di euro.

Rispetto alle precedenti rilevazioni effettuate dall’ENEA e dal MiSE, i dati mostrano un incremento delle domande pari al 32% e degli importi pari al 40%.

Considerando la distribuzione regionale degli interventi, al primo posto si stagliano Lombardia, Veneto e Lazio, seguite a non eccessiva distanza dalla Toscana. Sono incoraggianti i dati sulle quattro regioni del Mezzogiorno: Sicilia, Calabria, Puglia e Campania si trovano tutte entro la decima posizione.

L’allarme dell’ANCE: prorogare il bonus fino al 2023

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Come detto in precedenza, l’ANCE ha lanciato un allarme sulla sostenibilità a medio termine del programma:

“Per consentire al Superbonus di essere pienamente efficace, occorre necessariamente prevedere un provvedimento di proroga immediata dello strumento almeno fino al 2023. In caso contrario, a breve cominceranno a bloccarsi le nuove iniziative perché non si potrà garantire, in alcun modo, la conclusione degli interventi. Senza una proroga immediata, è anche difficile prevedere un efficace coinvolgimento del settore bancario nel ruolo di acquirente dei crediti fiscali e soggetto finanziatore delle iniziative”.

L’attesa dunque per la proroga cresce inesorabilmente: l’ultimo degli scenari possibili per l’Italia di oggi è quello di avere un altro programma impantanato nella burocrazia.