APE Sociale 2024: cosa cambia per l’anticipo della pensione e quali saranno i nuovi limiti

L’Ape sociale è un meccanismo introdotto per offrire un’indennità anticipata di pensione a determinate categorie di lavoratori in Italia. È gestita dall’INPS e si rivolge a lavoratori che hanno raggiunto specifici requisiti di età e contribuzione, e che si trovano in situazioni lavorative o personali particolari.

Categorie di Lavoratori Beneficiari

L’Ape sociale si indirizza a quattro diverse categorie di lavoratori:

  1. Disoccupati: individui che non percepiscono più la prestazione per la disoccupazione e che hanno perso il lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale.
  2. Assistenti Familiari: persone che si occupano di un coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave.
  3. Invalidi Civili: individui con un grado di invalidità pari o superiore al 74%.
  4. Lavoratori in Professioni Difficili: dipendenti che hanno svolto per almeno sei anni lavori particolarmente difficoltosi o rischiosi.

Requisiti per l’accesso all’APE

Per accedere all’Ape sociale, è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • Avere almeno 63 anni di età o 30 anni di anzianità contributiva (36 anni in presenza di particolari condizioni).
  • Non essere già titolari di una pensione diretta.

Limiti e compatibilità dell’APE per il 2024

L’importo massimo dell’indennità è fissato a 1.500 euro e non è soggetto a rivalutazione. È importante notare che l’indennità è compatibile con l’esercizio di un’altra attività lavorativa, a condizione che i redditi derivanti non superino gli 8.000 euro annui per lavoro subordinato, o 4.800 euro annui per lavoro autonomo.

Cosa cambierà dal 2024

Dal 2024, si osservano cambiamenti importanti per l’APE, vediamo quali sarano:

  1. Innalzamento dell’Età Minima: l’età minima per l’accesso all’Ape sociale viene aumentata a 63 anni e 5 mesi.
  2. Integrazione dell’Opzione Donna: le lavoratrici madri possono beneficiare di una riduzione del requisito dei contributi.
  3. Limiti sul Cumulo con Altri Redditi: la prestazione sarà cumulabile solo con redditi da lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro annui.

Questi aggiornamenti riflettono un tentativo di adattare il sistema pensionistico alle dinamiche demografiche e di mercato del lavoro, cercando di bilanciare sostenibilità finanziaria e supporto ai lavoratori in condizioni più vulnerabili.