Apertura partita IVA: la procedura completa

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
27/11/2022

Aprire una partita IVA è una procedura relativamente semplice, ma prevede dei passaggi burocratici fondamentali da ultimare per iniziare l’attività pienamente in regola. Vediamo nel seguente articolo come si apre una partita IVA, con un focus sui costi di mantenimento da sostenere ogni anno.

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Quando si decide di aprire una partita IVA bisogna tenere a mente tutti i passaggi da compiere, che non prevedono particolari sforzi economici ma che sono obbligatori per iniziare l’attività nel pieno rispetto delle regole.

Vediamo insieme la procedura completa.

Partita IVA: come si apre?

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Il primo e fondamentale step da compiere per aprire una partita IVA consiste nel comunicare all’Agenzia delle Entrate l’inizio della propria attività entro 30 giorni, utilizzando l’apposita dichiarazione disponibile online: il modello AA9/7 nel caso di ditta individuale e lavoratori autonomi, oppure il modello AA7/7 per le società.

Il documento può essere presentato:

  • recandosi presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate con apposito documento di riconoscimento;
  • tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, con in allegato la fotocopia del documento di riconoscimento;
  • per via telematica, tramite il software apposito disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Nel modello è necessario indicare:

  • il codice ATECO che si riferisce alla specifica attività svolta;
  • il tipo di regime contabile tra quello forfettario e quello ordinario.

Una volta inviata la dichiarazione firmata, viene assegnato il numero di partita IVA, che rimarrà lo stesso fino al termine dell’attività. Infine, sarà necessario recarsi all’INPS per aprire la propria posizione previdenziale.

Partita IVA: le spese annuali di mantenimento

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Aprire una partita IVA non comporta costi. Annualmente, però, ci sono delle spese di mantenimento da versare:

  • l’iscrizione di una ditta alla Camera di Commercio (e il rinnovo) comporta una spesa di 80/100 euro l’anno,a cui aggiungere  il costo del commercialista (circa 1.000 euro l’anno), e i contributi INPS, oltre alle imposte Irpef e Irap, calcolate rispettivamente sul reddito e sul valore aggiunto prodotto;
  • per le partite IVA in regime agevolato forfettario il costo annuo di mantenimento va dai 200 agli 800 euro più IVA, a seconda della tipologia di consulenza di cui il contribuente ha bisogno;
  • per le partite IVA in regime contabile semplificato (ditte individuali e società di persone) il prezzo aumenta, variando da 900 a 5.000 euro all’anno a seconda del volume dell’attività svolta;
  • per le partite IVA in regime contabile ordinario (ditte e società di persone al di sopra di certi volumi di fatturato più società di capitali) si va dai 3.000 ai 10.000 euro all’anno.