Assegni bancari, addio dal 2023: quali banca li ha rottamati

Addio agli assegni bancari. Ad annunciarlo è Intesa San Paolo, che ha deciso di eliminare la possibilità di pagare tramite assegno a partire dai prossimi mesi.

assegno unico

Intesa San Paolo ha deciso di eliminare definitivamente gli assegni bancari. Sembrerebbe, infatti, che l’uso del libretto degli assegni sia ormai diventato desueto, soprattutto nell’era dei pagamenti digitali, delle app e dell’home banking.

Come annunciato a La Stampa, la banca sta informando parte dei suoi correntisti sul cambiamento in arrivo e a partire dall’8 maggio non saranno più utilizzabili.

Addio agli assegni bancari

close-up-hands-holding-cash-check

Intesa San Paolo ha deciso di eliminare per sempre la possibilità di usufruire degli assegni bancari. La banca, infatti, ha notato che negli ultimi anni l’utilizzo di questa opzione di pagamenti è diminuito di molto.

Così, a partire dall’8 maggio i correntisti di Intesa non potranno più pagare tramite assegno.

Il messaggio di Intesa San Paolo

Intesa San Paolo ha deciso di avvertire i propri correntisti tramite un messaggio in cui comunica che a partire dall’8 maggio non sarà più possibile usare il libretto degli assegni:

Ti informiamo inoltre, che a partire dalla stessa data, potrai effettuare online bonifici istantanei senza alcuna commissione aggiuntiva, allo stesso costo del bonifico in Italia.

L’alternativa proposta da Intesa

Intesa ha sottolineato che la maggior parte dei clienti non fanno più uso degli assegni cartacei, ma nonostante ciò la banca offre a tutti un’alternativa:

Abbiamo offerto loro una modalità alternativa di pagamento, digitale, quindi più immediata e ovviamente a parità di condizioni economiche.

La decisione di Bankitalia

Anche Bankitalia conferma l’inutilizzo degli assegni bancari. A settembre 2022, infatti, come rivelato dal report “Sistema Pagamenti“, il numero di operazioni con assegni si sono collocate sotto all’1% del totale dei pagamenti con strumenti alternativi al contante. Una quota che negli ultimi anni è scivolata sempre più in basso (nel 2013 il livello era intorno al 5%) e che ormai va verso l’azzeramento.

Lascia un commento