Assegno di inclusione 2024: quali servizi o prodotti sono vietati?

Con l’introduzione dell’Assegno d’Inclusione nel 2024, il governo italiano ha messo a disposizione delle famiglie in condizioni di vulnerabilità economica uno strumento prezioso per supportare le spese quotidiane.

La Carta di Inclusione, o Carta Adi, è diventata un mezzo attraverso il quale i beneficiari possono facilmente accedere a fondi destinati a coprire esigenze fondamentali come generi alimentari, bollette energetiche e pagamenti di mutuo. Tuttavia, come per ogni misura di supporto pubblico, esistono regole precise su come questi fondi possono essere impiegati, con particolare attenzione ai prodotti e servizi che non rientrano tra le spese ammissibili.

Prodotti e servizi esclusi dallAassegno di Inclusione

L’obiettivo dell’Assegno d’Inclusione è fornire aiuto nelle aree di vita essenziale, motivo per cui l’elenco dei beni e servizi non acquistabili riflette una chiara linea direttrice verso la promozione di uno stile di vita sano e responsabile. Di seguito, un riassunto delle categorie di spese non consentite:

  • Divertimento a Rischio: Sono esclusi tutti i giochi d’azzardo che prevedono vincite in denaro, enfatizzando l’intento di evitare il rischio di dipendenze.
  • Prodotti Dannosi per la Salute: Tabacchi, sigarette elettroniche, prodotti alcolici e pirotecnici non possono essere acquistati, a tutela della salute pubblica.
  • Beni di Lusso e Intrattenimento per Adulti: La lista proibisce l’acquisto di armi, materiale pornografico, articoli di gioielleria e pellicceria, oltre a servizi per adulti, per concentrare le risorse su necessità più immediate e universali.
  • Servizi Esclusivi: È vietato l’utilizzo della Carta Adi per pagare servizi finanziari, assicurativi, di trasferimento di denaro, nonché acquisti legati al diporto nautico o presso club privati e gallerie d’arte.

Restrizioni per i prelievi

La Carta Adi non può essere utilizzata per acquisti online, in contesti internazionali o attraverso servizi di direct marketing, enfatizzando la volontà di incoraggiare la spesa nel commercio locale e fisico.

Inoltre, è stato stabilito un limite al prelievo di contanti, fissato a un massimo di 100 euro al mese per nucleo familiare, con l’obiettivo di promuovere un utilizzo oculato e mirato del sostegno finanziario.