Assegno di Inclusione 2026: nuovo aumento in arrivo da oltre 100 euro

L’Assegno di Inclusione, entrato in vigore nel 2024 al posto del Reddito di Cittadinanza, è diventato un sostegno essenziale per migliaia di famiglie italiane. Nonostante la platea sia più ristretta rispetto al vecchio RdC, la misura resta fondamentale per i nuclei con soggetti fragili, anziani o persone con disabilità. Dopo il primo incremento del 2025, dovuto a modifiche sui requisiti ISEE e di reddito, all’orizzonte si profila un nuovo aumento dell’importo mensile, stimato in circa 130 euro l’anno per ogni beneficiario. La ragione è da ricercare nell’adeguamento all’inflazione, che continua a erodere il potere d’acquisto delle famiglie. Vediamo quindi come funziona l’assegno, quali sono state le novità introdotte e perché nel 2026 potrebbe esserci un nuovo ritocco verso l’alto.

Dal 2019 al 2023, con il Reddito di Cittadinanza, l’importo massimo del sussidio era rimasto fermo a 500 euro mensili. Solo con l’arrivo dell’Assegno di Inclusione è stato introdotto un adeguamento, portando nel 2025 il contributo massimo a circa 541 euro. Una novità che ha segnato una svolta, riconoscendo l’aumento del costo della vita negli ultimi anni.

Ora, guardando al 2026, ci si attende un ulteriore adeguamento, non più dovuto a riforme strutturali ma direttamente legato ai dati ISTAT sull’inflazione. Questo potrebbe tradursi in un piccolo ma significativo incremento dell’assegno mensile.

L’aumento del 2025: cosa è cambiato

Nel 2025, il governo ha introdotto un primo aumento dell’Assegno di Inclusione, passando da 500 a 541,66 euro al mese per i beneficiari con scala di equivalenza pari a 1. La misura è stata resa possibile grazie all’innalzamento del limite di reddito familiare, che da 6.000 euro è salito a 6.500 euro annui.

Per la prima volta dal 2019, un sussidio legato al contrasto della povertà è stato aggiornato, offrendo maggiore respiro economico alle famiglie.

Perché nel 2026 ci sarà un nuovo aumento

La ragione principale dell’incremento atteso nel 2026 è l’adeguamento automatico all’inflazione. Secondo l’ISTAT, i tassi registrati negli ultimi anni sono stati:

  • 8,1% nel 2022
  • 5,4% nel 2023
  • 0,8% nel 2025

Per il 2026, le previsioni indicano un’inflazione media attorno al 2%, con possibilità di variazioni al rialzo. Questo significa che l’assegno, oggi fissato a 541,66 euro, dovrebbe crescere di circa 11 euro al mese, cioè poco più di 130 euro l’anno.

Quanto sarà l’assegno dal 2026

Applicando l’adeguamento al 2% di inflazione, l’importo massimo passerebbe da 541,66 a circa 552 euro mensili. Non un aumento consistente, ma comunque un aiuto concreto in un contesto di spese quotidiane sempre più elevate, soprattutto per famiglie monoreddito o con figli a carico.

Perché l’aumento è importante

L’incremento, seppur limitato, rappresenta un segnale significativo per i beneficiari:

  • Permette di compensare parzialmente la perdita di potere d’acquisto.
  • Offre maggiore stabilità economica alle famiglie più fragili.
  • Introduce un meccanismo di adeguamento automatico che mancava con il Reddito di Cittadinanza.
  • Consente di mantenere il sussidio al passo con l’aumento del costo della vita.

Assegno di inclusione e inflazione: uno strumento da rafforzare

Il futuro dell’Assegno di Inclusione dipenderà anche dalle scelte politiche. Se da un lato l’adeguamento all’inflazione garantisce un piccolo incremento annuale, dall’altro è evidente che il sostegno rimane ancora limitato rispetto al reale fabbisogno delle famiglie in difficoltà.

Molti esperti sottolineano la necessità di ampliare la platea dei beneficiari e di introdurre ulteriori misure di welfare complementari, così da rendere l’assegno uno strumento ancora più efficace contro la povertà.