Assegno di inclusione, arriva il bonus contributivo: cos’è, regole e vantaggi

Il nuovo bonus contributivo per le assunzioni dei beneficiari dell’Assegno di inclusione rappresenta un’importante opportunità per favorire l’inclusione lavorativa delle famiglie più vulnerabili. Vediamo insieme nel dettaglio.

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A partire dal 1° gennaio 2024, entrerà in vigore un incentivo contributivo per le assunzioni dei beneficiari del nuovo Assegno di inclusione, che sostituirà il Reddito di cittadinanza. Questa agevolazione prevede uno sconto del 100% sui contributi previdenziali per le nuove assunzioni, con la possibilità di raddoppiarlo o richiederne il rimborso in caso di licenziamento.

Il bonus contributivo è stato introdotto dal decreto legge 48 del 2023, noto come decreto “Lavoro” o “Calderone”, e avrà un impatto significativo sulle famiglie beneficiarie. Scopriamo quindi di cosa si tratta, l’importo del bonus e come è possibile raddoppiarlo o perderlo.

Un incentivo per le famiglie beneficiarie dell’Assegno di inclusione

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L’Assegno di inclusione è stato istituito per fornire un sostegno ai nuclei familiari che includono minori, anziani o persone con disabilità. Ora, i membri di queste famiglie avranno un ulteriore incentivo per trovare lavoro grazie al bonus contributivo. L’agevolazione sarà estesa ai datori di lavoro e alle aziende che assumono persone appartenenti a famiglie che ricevono l’Assegno di inclusione, indipendentemente dal tipo di contratto o dall’orario di lavoro.

L’importo del bonus contributivo e la sua durata

Il bonus contributivo corrisponderà al 100% dei contributi previdenziali dovuti dai datori di lavoro o dalle imprese. Coprirà i primi dodici mesi di assunzione, con un tetto massimo di 8.000 euro all’anno, distribuito nelle varie mensilità. Tuttavia, per i contratti a termine o stagionali, sia a tempo pieno che part-time, il bonus sarà ridotto del 50%, con un tetto massimo di 4.000 euro all’anno.

Raddoppiare il bonus contributivo

In alcuni casi, il bonus contributivo potrà addirittura raddoppiare. Se un datore di lavoro decide di stabilizzare un contratto a tempo determinato, trasformandolo in un contratto a tempo indeterminato, lo sconto contributivo sarà valido per due anni anziché uno. È importante notare che i premi dovuti all’INAIL non sono inclusi nell’incentivo.

Requisiti e adempimenti

Per poter beneficiare del bonus contributivo, il datore di lavoro dovrà inserire l’offerta di lavoro nel Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa, conosciuto come “Siisl”. Inoltre, sarà necessario rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro e le disposizioni sull’assunzione di persone con disabilità secondo la legge 68 del 1999.

È importante chiarire ulteriormente questa questione per evitare sovrapposizioni tra i beneficiari dell’Assegno di inclusione e coloro che rientrano nella tutela della legge 68/1999.

Rischi e sanzioni in caso di licenziamento

È importante considerare che, in caso di licenziamento del lavoratore entro due anni dall’assunzione, si perderà il bonus contributivo e sarà necessario restituire integralmente l’importo precedentemente ricevuto. Inoltre, il datore di lavoro sarà soggetto a sanzioni civili che aumenteranno l’importo da restituire. Tuttavia, sono previste eccezioni per i licenziamenti per giusta causa o per motivi giustificati.

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