Assegno sociale 2021: importi e come si calcola

20/07/2021

Per la richiesta dell’assegno sociale è assai rilevante guardare quali redditi vanno considerati al momento della richiesta. Ovviamente si considera il reddito del richiedente, al quale si aggiunge quello del coniuge: e gli altri componenti? Scopriamolo insieme.

ROMA DESERTA

L’assegno sociale è una prestazione di tipo assistenziale riconosciuta a coloro che si trovano in una situazione economica di difficoltà. Per questo motivo, nel valutare se il richiedente ne possiede i requisiti, l’Inps effettua una valutazione di tutti i redditi percepiti così da verificare se questi rientrano nella soglia prevista per il godimento della prestazione.

È bene quindi fare luce su quali sono i redditi che si considerano, al di là di quello del richiedente.

Assegno sociale: ecco i limiti di reddito per il 2021

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Per coloro che vivono da soli non ci sono dubbi su quali sono i redditi indicati ai fini della domanda: il limite di reddito per avere diritto alla prestazione è di 5.983,64 euro annui.


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Per avere diritto all’intero importo dell’assegno sociale, che per il 2021 è pari a 460,28 euro per 13 mensilità, è necessario però avere un reddito nullo.

Per chi ha redditi, l’assegno si calcola sottraendo dall’importo annuo riconosciuto (dunque 5.983,64 euro) il reddito annuo percepito, e dividendo tutto per 13 mensilità. Dunque, ipotizzando una persona sola con reddito mensile pari a 1.200€, questa avrà diritto a un assegno sociale di 4.783,64€ annui, ossia a 367,97€ mensili.

Assegno sociale: i redditi da considerare

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Come detto, oltre al reddito del richiedente e, ove presente, del coniuge, questi sono gli altri redditi da considerare:

  • redditi assoggettabili all’ IRPEF , al netto dell’imposizione fiscale e contributiva;
  • redditi esenti da imposta;
  • redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (vincite derivanti dalla sorte, da giochi di abilità, da concorsi a premi, corrisposte dallo Stato, da persone giuridiche pubbliche e private);
  • i redditi soggetti a imposta sostitutiva come interessi postali e bancari, interessi dei CCT e di ogni altro titolo di stato, interessi, premi e altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da banche e Società per Azioni, ecc.;
  • i redditi di terreni e fabbricati;
  • le pensioni di guerra;
  • le rendite vitalizie erogate dall’INAIL;
  • le pensioni dirette erogate da Stati esteri;
  • le pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi;
  • gli assegni alimentari corrisposti a norma del codice civile.

Non si considerano, invece:


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  • i trattamenti di fine rapporto e le anticipazioni sui trattamenti stessi;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • le competenze arretrate soggette a tassazione separata;
  • le indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili e le indennità di comunicazione per i sordi;
  • l’assegno vitalizio erogato agli ex combattenti della guerra 1915-1918.
Mattia Anastasi
  • Laureato in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
  • Laureando in Finanza e Metodi Quantitativi per l'Economia curriculum in Assicurazioni
  • Esperto in: Economia e Detrazioni Fiscali
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