Assegno unico 2022: come funziona per gli italiani residenti all’estero?

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
06/09/2022

Assegno unico 2022: gli italiani residenti all’estero possono presentare domanda per ricevere il sussidio? Vediamo nel seguente articolo quali sono le indicazioni a riguardo comunicate dall’INPS. 

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Assegno unico 2022: cosa dice la normativa in relazione agli italiani residenti all’estero? Questi ultimi possono richiedere il sussidio?

Come chiarito dall’INPS, i residenti al di fuori dell’Italia restano esclusi dai beneficiari dell’agevolazione, mentre è ammesso chi lavora fuori dai confini nazionali.

Vediamo insieme tutti i dettagli sul tema.

Assegno unico: possono ottenerlo i residenti all’estero?

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In merito alla possibilità di ricevere l’Assegno Unico da parte di soggetti che hanno la residenza al di fuori dell’Italia, l’INPS hh precisato che:

La valutazione in merito alla eventuale applicabilità alla nuova misura di accordi bilaterali e multilaterali stipulati dall’Italia in tema di sicurezza sociale, nonché delle regole dettate dal regolamento (CE) n. 883/2004, sono attualmente oggetto di un approfondimento specifico e, pertanto, la disciplina del nuovo assegno unico e universale al momento trova applicazione limitatamente ai richiedenti residenti in Italia per i figli che fanno parte del nucleo ISEE.

Di conseguenza, almeno per il momento, l’Assegno unico è usufruibile esclusivamente per i cittadini residenti in Italia.

Assegno unico: tutti i requisiti

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Di seguito tutti i requisiti da rispettare per poter beneficiare dell’Assegno unico 2022:

  • essere cittadino/a italiano/a o di uno Stato UE, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino/a di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o essere titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o ancora essere titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
  • essere soggetto/a al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato/a in Italia;
  • essere o essere stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.