Assegno unico 2022: come funziona quando i genitori sono separati?

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
14/12/2022

Chi riceve le somme dell’Assegno unico nel caso di genitori separati? E qual’è l’importo riconosciuto? Vediamo nel dettaglio cosa dice la normativa nel caso di nuclei familiari con genitori separati, divorziati o semplicemente non conviventi.

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Assegno unico 2022: come funziona per le famiglie con genitori separati?

Per i nuclei familiari con genitori separati, divorziati o semplicemente non conviventi non esiste una normativa specifica:vediamo nel seguente articolo come bisogna comportarsi in riferimento alla domanda e agli importi riconosciuti.

Assegno unico genitori separati: come funziona?

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Secondo la normativa in vigore, nel caso di genitori separati, divorziati o semplicemente non conviventi, l’erogazione dell’assegno unico universale avviene nelle seguenti modalità:

  • se il figlio è in affidamento esclusivo ad uno solo dei due genitori separati, il pagamento spetta in misura intera al genitore affidatario ed il richiedente opta per la richiesta dell’importo al 100%;
  • se i genitori sono separati e hanno l’affido condiviso dei figli, disposto con apposito provvedimento del giudice di competenza, l’importo spettante dell’assegno unico deve essere accreditato in misura pari al 50% ad entrambi i genitori, a meno che tra gli stessi genitori non sia stato raggiunto un altro tipo di accordo;
  • nel caso di affidamento condiviso e collocamento del minore presso il richiedente, si può anche optare per il pagamento al 100% al genitore collocatario con cui il figlio resta a vivere dopo la separazione, salva la possibilità per l’altro genitore di modificare la domanda in un momento successivo optando per il pagamento ripartito.

Assegno unico genitori separati: importi e domanda

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Per quanto riguarda la definizione dell’importo dell’assegno unico nel caso di genitori separati, è confermata la procedura di calcolo in base all’ISEE del nucleo familiare del figlio beneficiario e all’età dei figli a carico. Nello specifico, la somma complessiva è costituita da:

  • una quota variabile modulata in modo progressivo, da un massimo di 175 euro per ogni figlio minore con ISEE fino a 15.000 euro ad un minimo di 50 euro per ogni figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40.000 euro;
  • una quota a titolo di maggiorazione per compensare l’eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l’importo dell’assegno dovesse risultare inferiore a quello che deriva dalla somma dei valori teorici dell’assegno al nucleo familiare (componente familiare) e delle detrazioni fiscali medie (componente fiscale) percepite precedentemente;
  • sono previste ulteriori maggiorazioni nei casi di nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo), madri di età inferiore a 21 anni, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro e figli affetti da disabilità.

In riferimento alla domanda, infine, la normativa non rileva alcuna differenza sul genitore che procede alla richiesta, ma l’adempimento deve essere effettuato solamente da uno dei due.