Assegno unico 2022: cosa succede dopo il 30 giugno?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
14/06/2022

Cosa cambia per l’assegno unico e universale a partire dal 30 giugno 2022? A partire da quella data terminerà il periodo di prova della misura, la quale diventerà ufficialmente mensile, e inoltre per chi presenterà domanda dopo la fine di giugno, non sarà più possibile accedere agli arretrati.

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Nonostante l’assegno unico e universale sia stato introdotto a gennaio, i primi pagamenti hanno avuto inizio a marzo e con la fine di giugno terminerà il periodo di prova della misura, che a partire da giovedì 30 diventerà mensile. Inoltre, a partire da quella data non si avrà più diritto agli arretrati dell’assegno unico. Vediamo insieme nel dettaglio.

Assegno unico 2022: dopo il 30 giugno, stop agli arretrati

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L’assegno unico e universale è stato introdotto a gennaio del 2022 e le prime erogazioni sono partite a marzo. Tuttavia, è ancora possibile presentare domanda, ma per poter accedere agli arretrati è necessario procedere con la richiesta entro il 30 giugno. Infatti, oltre quella data verranno presi in considerazione soltanto i mesi successivi alla presentazione della domanda.

È possibile fare richiesta per l’assegno unico tramite:

  • il sito internet INPS (con accesso diretto al servizio in evidenza tramite SPID, Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS))
  • il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • gli enti di patronato.

Assegno unico 2022: come funziona

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L’Assegno Unico Universale è la misura economica a sostegno delle famiglie con figli a carico entrata in vigore a inizio 2022. Il nome della misura deriva dal fatto che sostituisce la maggior parte delle misure erogate finora per i figli a carico.

L’Assegno unico verrà erogato in base all’ISEE, sulla base del quale cambieranno gli importi:

  • per i redditi più bassi sarà di circa 180 euro per ogni figlio e dal terzo figlio in poi l’importo arriva a 250/260 euro;
  • per i redditi più alti, e anche per coloro che decidono di non presentare l’ISEE, l’importo cala fino ai 50 euro a figlio.

Inoltre, è prevista una maggiorazione se entrambi i genitori lavorano.