Assegno Unico 2022, errore nei pagamenti: chi dovrà restituire parte dell’importo?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
29/03/2022

I primi pagamenti dell’assegno unico e universale hanno avuto inizio il 15 marzo, ma alcuni dei beneficiari dell’agevolazione dovranno attendere ancora qualche giorno per vedere la somma spettante sul proprio conto. Inoltre, sembra che l’Inps abbia compiuto alcuni errori nella fase dei pagamenti, e pertanto qualcuno potrebbe essere costretto a restituire una parte dell’importo erogato.

top-view-hands-with-paper-cut-family-min (1)Da metà marzo sono partiti i primi pagamenti dell’assegno unico e universale da parte dell’Inps, anche se alcuni dei beneficiari della nuova agevolazione per le famiglie con i figli a carico stanno ancora attendendo.

Tuttavia, si sono verificate alcune problematiche con la prima tranche dei pagamenti: sembrerebbe, infatti, che alcune erogazioni siano state troppo generose, e purtroppo non si tratta di una buona notizia, poiché se si dovesse trattare di un errore da parte dell’Inps, nei prossimi mesi sarà necessario restituire la parte dell’importo eccedente.

Assegno unico 2022: errore nei pagamenti

composition-for-family-concept-on-blue-background-minLa maggior parte dei pagamenti sono avvenuti tra il 15 marzo 2022 e il 23 dello stesso mese. Purtroppo, alcuni dei beneficiari dell’assegno unico hanno lamentato un importo dei pagamenti troppo alto rispetto a quanto previsto. Non si tratta affatto di una buona notizia, poiché essendo generate da un errore di calcolo da parte dell’Inps, sarà necessario restituire l’importo eccedente in futuro.

Pertanto, è necessario fare attenzione alle somme accreditate, per evitare di correre il rischio di dover restituire l’importo eccedente nei prossimi mesi.

Assegno Unico 2022: come funziona

Big family walking outdoorsL’Assegno Unico Universale è la misura economica a sostegno delle famiglie con figli a carico entrata in vigore a inizio 2022. Il nome della misura deriva dal fatto che andrà a sostituire la maggior parte delle misure erogate finora per i figli a carico.

L’Assegno unico verrà erogato in base all’ISEE, sulla base del quale cambieranno gli importi:

  • per i redditi più bassi sarà di circa 180 euro per ogni figlio e dal terzo figlio in poi l’importo arriva a 250/260 euro;
  • per i redditi più alti, e anche per coloro che decidono di non presentare l’ISEE, l’importo cala fino ai 50 euro a figlio.

Inoltre, è prevista una maggiorazione se entrambi i genitori lavorano.

È possibile presentare domanda tramite:

  • il sito internet INPS (con accesso diretto al servizio in evidenza tramite SPID, Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS))
  • il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • gli enti di patronato.

Per le domande inoltrate entro il 30 giugno saranno riconosciuti gli arretrati a partire dal mese di marzo, mentre per quelle presentate dopo tale data, l’assegno spetterà dal mese successivo a quello della domanda.