Assegno unico 2022 fuori dalla busta paga: cosa cambia

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
09/12/2021

Da marzo 2022 l’assegno unico non verrà più integrato in busta paga direttamente dal datore di lavoro, ma verrà accreditato dall’INPS. Cosa cambia, dunque, a partire dal prossimo anno? E quali sono le motivazioni di tale cambiamento? Scopriamolo insieme.

Family home activities conceptTra le novità introdotte il prossimo anno con l’arrivo dell’assegno unico troviamo le modalità di erogazione della misura. Infatti, a partire da marzo 2022 l’importo, che varia dai 50 ai 175 per ciascun figlio, verrà accreditato dall’INPS, invece che integrato al cedolino direttamente dal datore di lavoro, come accade oggi.

Assegno unico 2022 non più in busa paga

Big family walking outdoorsA partire dal prossimo anno l’assegno unico sparirà dalla busta paga di quei lavoratori che soddisfano i requisiti per accedere agli aiuti alle famiglie, dunque, sarà l’INPS ad occuparsi di accreditare l’importo ai beneficiari del contributo.

Una delle principali motivazioni di questo cambiamenti è dovuto alla necessità di aggiornamento dell’Isee, sulla base del quale viene calcolato il contributo, che potrà essere richiesto soltanto a partire da gennaio 2022. Una volta completata la fase delle richieste, l’INPS avrà a disposizione due mesi per esaminare il possesso dei requisiti.

Stando a quanto affermato dal Coordinatore nazionale della consulta dei Caf, Giovanni Angileri, i primi pagamenti verranno effettuati non prima di aprile 2022, poiché, a quanto pare, non ci sarebbero abbastanza risorse disponibili per espletare tutte le pratiche previste per il calcolo dell’Isee.

Assegno unico, busta paga più povera e tempi più lunghi: le differenze

Tiny family at grocery bag with healthy food

L’assegno unico riguarderà 7 milioni di famiglie, alle quali fanno parte 9,6 milioni di minorenni, di 1,4 milioni di età compresa tra i 18 e 21 anni.

Secondo le stime contenute nella relazione tecnica della Ragioneria dello Stato, che accompagna la normativa in esame alla Commissione affari sociali della Camera, con la riforma dell’assegno unico 4,6 milioni di nuclei familiari dovrebbero beneficiare di un incremento medio di 1.570 euro, mentre per i restanti aventi diritto non dovrebbero esserci differenze rilevanti nella somma ricevuta, che risentirebbe di una diminuzione moderata soltanto per un numero limitato di famiglie, le quali a loro volta sarebbero ricompensate dalla cosiddetta “clausola di invarianza”, ossia una reintegrazione temporanea per chi ha un Isee inferiore a 25mila euro, valida soltanto nel 2022.