Assegno unico 2023: quando arrivano conguagli e arretrati

Le maggiorazioni previste dalla Legge di Bilancio in merito all’assegno unico devono ancora essere erogate, e con esse arrivano anche conguagli e arretrati. Vediamo insieme da quando e per chi.

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La Legge di Bilancio ha introdotto una serie di maggiorazioni per chi percepisce l’assegno unico. Tuttavia, gli aumenti non hanno avuto inizio a gennaio, perciò a partire dal prossimo mese saranno pagati gli arretrati e i conguagli.

Assegno unico: a marzo conguagli e arretrati

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A partire da marzo 2023 saranno erogati gli arretrati e i conguagli relativi alle maggiorazioni introdotte dalla Legge di Bilancio in merito all’assegno unico.

Tuttavia, le famiglie che in questi mesi non hanno regolarizzato un Isee recante omissioni o difformità rischiano di perdere il conguaglio.

Quali sono le maggiorazioni per il 2023

A partire da quest’anno, gli importi dell’assegno unico aumenteranno del 50% per i figli di età inferiore a un anno: dunque, la somma più alta passerà da 175 a 262 euro mensili. Lo stesso aumento riguarderà i figli di età compresa tra 1 e 3 anni nei nuclei nei quali ce ne sono almeno tre. In questo caso però il ritocco verso l’alto è condizionato da un requisito Isee: non dovrà essere superiore alla soglia dei 40mila euro.

Le altre due novità riguardano i disabili e le famiglie con 4 figli o più. Nel primo caso è stata resa permanente la correzione introdotta a giugno 2022, la quale prevedeva che anche i disabili maggiorenni che vivono a carico della famiglia possano beneficiare dell’assegno universale base e fino all’età di 21 anni delle specifiche maggiorazioni riservate ai disabili minorenni. Nel secondo caso, la maggiorazione ad hoc di 100 euro sale a 150 euro.

Entro quando aggiornare l’ISEE

Per ricevere gli aumenti, è necessario aggiornare l’ISEE entro il 28 febbraio se questo ha subito variazioni nell’ultimo periodo.

La circolare Inps del 9 febbraio 2022 specifica che la domanda di assegno unico può essere istruita e liquidata anche con Isee difforme o con omissioni, ma l’utente ha comunque l’obbligo di regolarizzarlo entro la fine dell’anno. Chi non l’ha fatto subirà le conseguenze con il conguaglio, con la quota eccedente che sarà recuperata.

Le maggiorazioni per genitori vedovi

Secondo la norma di riferimento, spetta una maggiorazione di 30 euro mensili per ciascun figlio minore nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro. Nel caso in cui l’ISEE sia superiore a 15mila euro, l’importo si riduce gradualmente fino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari a 40mila euro.

Con il messaggio numero 724/2023, l’INPS ha comunicato che la maggiorazione per il secondo percettore di reddito sarà riconosciuto anche nei casi di genitori vedovi, nel caso in cui la morte dell’altro genitore lavoratore si sia verificata nell’anno in cui è riconosciuto l’assegno unico.

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