Assegno unico: come cambierà con l’anno nuovo?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
24/12/2022

Il governo Meloni ha intenzione di modificare l’assegno unico, in particolare il meccanismo di assegnazione delle somme ai beneficiari. Il restyling prevede un minor peso assegnato all’ISEE in favore di una più grande al quoziente familiare. Come cambierà la modalità di calcolo e quanti soldi spetteranno ai beneficiari?

Bambini

A confermare le voci sulle modifiche dell’assegno unico è stata la ministra Roccella, che subirà un restyling in particolare per quanto riguarda il meccanismo di assegnazione delle somme. La volontà del governo è quella di premiare i nuclei familiari più numerosi, che avranno ovviamente delle spese maggiori ed avranno bisogno di più soldi.

Nel dettaglio, al posto dell’ISEE dovrebbe essere utilizzato il quoziente familiare: vediamo cosa cambierà  il prossimo anno nel seguente articolo.

Assegno unico: sistema da riformare?

Bambini

Una  grande opportunità per modificare il sistema di assegnazione dell’assegno unico, è arrivata con l’approvazione della legge di Bilancio cui il governo sta lavorando orami da qualche settimana. La svolta sarà sicuramente legata all’indicatore da utilizzare per assegnare le somme: non si dovrebbe più utilizzare l’ISEE bensì il quoziente familiare.

Questo premierebbe i nuclei familiari più numerosi, in quanto si basa sul rapporto tra reddito e membri del nucleo familiare: è chiaro che più figli si avranno più il quoziente sarà basso.

Assegno unico: si tratta di una misura che ha funzionato?

Famiglia

Ripercorriamo brevemente la storia dell’assegno unico, che ha assunto carattere universale a partire da Marzo 2022, modificando profondamente la sua natura. Il carattere di universalità è dato dal fatto che l’assegno unico ha assorbito altri istituti come il bonus nascita, l’assegno di natalità, l’assegno temporaneo e infine quello destinato ai nuclei con almeno tre figli.

I beneficiari sono tutti i nuclei familiari con figli a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza, fino ad arrivare ai 21 anni di età. Per ottenere la misura bisogna fare domanda e, in caso di accettazione, viene corrisposta tramite bonifico bancario direttamente dall’Inps sui conti correnti delle famiglie.