Assegno unico e universale: vantaggi e svantaggi

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
12/11/2021

Vi è forte dibattito attorno alla riforma dell’assegno unico per i figli minori a carico. Chi ne usufruisce ora dovrebbe avere più vantaggi rispetto a quelli che si avranno nel 2022: scopriamo i dettagli della vicenda e perché tale riforma non è da considerarsi come una vittoria.

Bambini

Dal 2022 l’assegno unico per i figli minori a carico, diventerà assegno universale: ma si tratta di un passo in avanti o no? Vi è molto dibattito a riguardo, in quanto secondo alcuni esperti la grande svolta epocale tanto decantata dal governo Draghi, sembra essere una grande occasione persa per fare effettivamente qualcosa di utile.

Ciò perché alcune famiglie potrebbero uscirne addirittura svantaggiate dai nuovi requisiti e dai nuovi importi: analizziamo la questione nel dettaglio.

Assegno universale: chi ne sarà svantaggiato?

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Cerchiamo di analizzare quali famiglie usciranno dalla riforma dell’assegno unico svantaggiate. Va in primis specificato che le nuove cifre devono essere ancora ufficializzate dal governo, dunque i numeri ivi riportati sono basati su calcoli previsionali.

Secondo la Uila, ogni famiglia subirà una perdita in un range che varia tra 41 euro e 134 euro mensili, che se sommati annualmente formano una discreta cifra.

Per portare un esempio pratico, si consideri un nucleo familiare mono reddito, il cui unico stipendio è di un genitore operaio, con reddito annuo da 25 mila euro. Vi sono due figli minori a carico, dunque l’assegno unico eroga 239 euro, più 12 euro che vanno in detrazione. Con la riforma al nucleo spetterebbero 307 euro mensili, ben 54 euro in meno al mese.

Assegno unico: si tratta di una svolta in positivo o in negativo?

Sembra quindi che le agevolazioni di cui si usufruisce nel periodo pre-riforma non saranno coperte dalle some erogate post-riforma, come specificato anche dalla Uila. In particolare, sarà profondamente colpito il primo anno di vita del neonato, ove una famiglia ha diritto a 800 euro alla nascita, più un ulteriore bonus bebè che va dagli 80 ai 160 euro.

Dalle simulazioni Uila si apprende inoltre che ne risulteranno più svantaggiati i nuclei con redditi più bassi, che si troveranno ad avere ancora meno rispetto ai nuclei più ricchi.

Quella che doveva essere una grande opportunità di assistenza per i figli minori e per i nuclei più in difficoltà, sembra essere a tutti gli effetti una occasione gettata al vento. Si attendono in ogni caso le conferme ufficiali sulle modalità e sulle cifre.